Commercio a Monza, meno attività tradizionali ma aumentano i turisti e i servizi: i numeri
Le attività commerciali scendono da 3.363 a 2.997 tra 2023 e 2025. Crescono i servizi e il turismo, con 137.445 pernottamenti nel primo semestre 2026.

Meno attività commerciali tradizionali, più servizi e un turismo che continua a crescere. È il quadro dell’economia di Monza emerso durante una recente seduta della Commissione consiliare Bilancio e Attività produttive, nella quale l’assessore Carlo Abbà ha illustrato le trasformazioni del commercio cittadino.
I dati evidenziano un cambiamento significativo: tra il 2023 e il 2025 le attività di commercio all’ingrosso e al dettaglio sono passate da 3.363 a 2.997, con una diminuzione di 366 unità, pari a circa l’11%.
Monza, il commercio tradizionale perde l’11% delle attività
Secondo i dati della Camera di Commercio su base Istat riportati dal Comune, la riduzione delle attività commerciali si accompagna alla crescita di altri comparti economici.
Nel periodo 2018-2024, i servizi alle imprese sono aumentati da 1.489 a 1.761 attività, con una crescita del 18,3%. Nello stesso arco temporale, i servizi alla persona sono passati da 2.479 a 2.615, con un incremento del 5,5%.
Si tratta di periodi di rilevazione differenti, che mostrano comunque come il tessuto economico cittadino stia cambiando composizione.
Secondo Abbà, il fenomeno interessa anche altre città lombarde e italiane ed è condizionato dalla concorrenza del commercio elettronico e dall’incertezza che incide sui consumi delle famiglie.
Turismo a Monza: arrivi in aumento del 7,3%
Segnali positivi arrivano dal turismo. Nel primo semestre 2026 Monza ha registrato 62.399 arrivi, in aumento del 7,3% rispetto allo stesso periodo del 2025.
I pernottamenti sono stati 137.445, contro i 122.206 dell’anno precedente, con una crescita del 12,5%.
La permanenza media supera i due giorni, mentre continua ad aumentare il peso delle strutture extra-alberghiere, che rappresentano il 41,7% dei pernottamenti, rispetto al 38,9% del 2025. Il comparto alberghiero copre il restante 58,3%.
In termini di capacità ricettiva, gli alberghi dispongono di 918 posti letto e il settore extra-alberghiero di 2.289.
L’assessore Carlo Abbà: servono strumenti per accompagnare il cambiamento
«Come Amministrazione abbiamo il compito di comprendere queste evoluzioni e accompagnarle con strumenti adeguati, senza sostituirci all’iniziativa privata, ma creando condizioni favorevoli allo sviluppo delle imprese», spiega Carlo Abbà.
Tra le iniziative richiamate dall’assessore figurano la creazione di nuovi spazi di socialità nei quartieri e la promozione di eventi sul territorio, anche attraverso il Distretto urbano del commercio.
Abbà riconosce tuttavia che queste azioni non sono sufficienti, da sole, a invertire le difficoltà del settore.
«Tutto questo non basta, tuttavia, a sostenere il rilancio del commercio locale, che sta vivendo trasformazioni profonde e strutturali a livello nazionale e che, come tale, richiede misure specifiche a tutti i livelli, per un rilancio reale e duraturo».
Il confronto in Commissione ha quindi evidenziato la necessità di accompagnare il cambiamento dell’economia cittadina, sostenendo il commercio di vicinato e valorizzando le nuove opportunità offerte dal turismo e dai servizi.
