Sicurezza sul lavoro, a Monza il convegno su formazione e qualificazione delle imprese
Un convegno sulla cultura della sicurezza promosso dall'Ordine degli Ingegneri. Focus su prevenzione, formazione, cantieri e riforma normativa.

La sicurezza sul lavoro non deve essere soltanto un obbligo normativo, ma un valore condiviso, costruito attraverso conoscenza, competenza e responsabilità. È questo il messaggio al centro del convegno “La cultura della sicurezza: conoscenza, competenza, qualificazione”, che si è svolto giovedì 15 ottobre 2026 a Monza, nella sala convegni di Confartigianato, in via Gian Battista Stucchi 64.
Una giornata di approfondimento e confronto dedicata alla prevenzione dei rischi, alla formazione dei cittadini e dei lavoratori, alla sicurezza nei cantieri e alle prospettive di riforma della normativa nazionale.
L’iniziativa, promossa nell’ambito del progetto culturale “La Cultura della Sicurezza”, ha visto il coinvolgimento dell’Ordine degli Ingegneri di Monza e Brianza, in collaborazione con altre realtà professionali del territorio e con il patrocinio del Comune di Monza.
Responsabile scientifico dell’incontro è stato l’ingegner Maurizio Costa. Il convegno, valido per il riconoscimento di sei crediti formativi professionali, ha costituito anche un’occasione di aggiornamento per i professionisti impegnati nella gestione della sicurezza.
La sicurezza come cultura condivisa, non soltanto come obbligo
Il filo conduttore dell’iniziativa è stato il superamento di una concezione della sicurezza intesa prevalentemente come insieme di adempimenti burocratici.
Al centro del confronto, invece, la necessità di valorizzare le persone, le competenze e la partecipazione, coinvolgendo cittadini, lavoratori, tecnici, imprese e istituzioni.
Una prospettiva che considera la prevenzione non come un’attività da svolgere esclusivamente per rispettare le disposizioni di legge, ma come parte integrante dell’organizzazione del lavoro e della vita quotidiana.
Il convegno ha affrontato questo tema attraverso esperienze concrete, riflessioni tecniche e proposte per rendere più efficaci gli strumenti di tutela della salute e della sicurezza.
Educare alla sicurezza fin dai banchi di scuola
Uno dei temi principali della giornata è stato il ruolo dell’educazione alla sicurezza fin dall’infanzia.
Gli atteggiamenti nei confronti del pericolo e del rischio si formano infatti molto prima dell’ingresso nel mondo del lavoro. Per questo, secondo l’impostazione del convegno, è importante insegnare già ai bambini a riconoscere le situazioni potenzialmente pericolose e a sviluppare comportamenti consapevoli.
Tra gli interventi dedicati a questo argomento, quello di Roberto Artuso e Lucia Buizza, dell’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco – Coordinamento Lombardia, sulla cultura della sicurezza nel processo educativo dei cittadini di domani.
L’ingegner Nicoletta Ciprandi, presidente della Commissione Sicurezza Cantieri, ha invece approfondito il tema della sicurezza a partire dai banchi di scuola, illustrando un progetto sviluppato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri.
Un approccio che punta a diffondere la cultura della prevenzione attraverso percorsi educativi capaci di accompagnare le persone durante la crescita.
La riforma del Testo unico sulla sicurezza sul lavoro
Una parte significativa del convegno è stata dedicata alle prospettive di riforma del Decreto legislativo 81 del 2008, il Testo unico che disciplina la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il confronto ha preso in esame le proposte elaborate dalla commissione di studio presieduta dal senatore Francesco Paolo Sisto, orientate verso un’evoluzione del sistema normativo.
Tra gli aspetti affrontati figura il possibile passaggio da un modello prevalentemente sanzionatorio a un sistema maggiormente incentrato sulla prevenzione e su meccanismi premiali, con l’obiettivo di incentivare comportamenti virtuosi e migliorare l’efficacia delle misure di sicurezza.
L’ingegner Fabio Frassini, della Commissione Sicurezza, ha presentato un’analisi tecnica delle proposte di riforma, finalizzata a individuare possibili miglioramenti e integrazioni.
Il tema si inserisce nel più ampio dibattito sulla necessità di rendere le regole più chiare e applicabili, evitando che gli adempimenti formali prevalgano sull’effettiva tutela dei lavoratori.
Sicurezza nei cantieri e qualificazione delle imprese
Un altro ambito di approfondimento ha riguardato la sicurezza nei cantieri edili, dove la prevenzione richiede il coordinamento tra numerose figure professionali e imprese.
Il geometra Alberto Colombo, imprenditore edile, ha proposto una riflessione sull’evoluzione storica della sicurezza, mentre l’ingegner Luca Beretta, direttore tecnico aziendale, ha affrontato le esperienze positive e negative maturate nei cantieri.
L’ingegner Daniela Aguglia, della Commissione Sicurezza Cantieri dell’Ordine degli Ingegneri di Monza e Brianza, ha approfondito il tema della verifica dell’idoneità tecnico-professionale delle imprese, interrogandosi sull’efficacia degli strumenti attualmente utilizzati per garantire la sicurezza delle attività.
Il programma ha inoltre previsto un intervento della dottoressa Monica Bernardi, del Comitato scientifico dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, dedicato alla qualificazione dei General Contractor.
Tra gli obiettivi emersi nell’impostazione del convegno, la necessità di semplificare gli adempimenti documentali e valorizzare maggiormente la competenza effettiva delle imprese, attraverso criteri chiari e concretamente applicabili.
Il ruolo dei professionisti nella prevenzione
Il confronto ha coinvolto anche le figure tecniche chiamate a promuovere e gestire la sicurezza nei luoghi di lavoro.
L’ingegner architetto Fabio Monopoli, docente e libero professionista, ha affrontato il ruolo dei professionisti come comunicatori della sicurezza, superando una visione limitata alle attività di vigilanza e alla produzione di documentazione.
Il tema della comunicazione assume particolare importanza nella diffusione di comportamenti consapevoli e nella costruzione di un rapporto di collaborazione tra imprese, lavoratori e tecnici.
Il convegno ha quindi proposto una riflessione sul valore della formazione continua, della preparazione professionale e della responsabilità individuale e collettiva nella prevenzione degli infortuni.
Il confronto tra istituzioni, ordini professionali e territorio
La giornata si è aperta con i saluti istituzionali dei rappresentanti degli ordini professionali, delle istituzioni e delle associazioni coinvolte.
Tra i partecipanti indicati nel programma figuravano Pierpaolo Cicchiello, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Monza e Brianza; Roberto Leveni, presidente dell’Ordine dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati di Monza e Brianza; e Ivano Brambilla, presidente del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di Monza e Brianza.
Presenti nel programma anche Enrico Brambilla, segretario generale di Confartigianato Monza e Brianza; Antonietta Gallo di Confedilizia Monza e Brianza; Michele Castore, comandante dei Vigili del Fuoco di Monza; e Marco Lamperti, assessore del Comune di Monza con deleghe al Governo del territorio, Edilizia privata e Lavori pubblici.
Tra le figure coinvolte anche l’ingegner Sergio Vianello, presidente dell’associazione La Cultura della Sicurezza.
La tavola rotonda conclusiva sulla sicurezza del futuro
Il programma è proseguito nel pomeriggio con una tavola rotonda e una sessione di domande e risposte, moderate dall’ingegner Sergio Vianello.

Il confronto ha riunito competenze differenti, dal mondo tecnico a quello giuridico, sanitario e professionale.
Tra i relatori previsti figuravano gli avvocati Silvia Brambilla e Raffaele Bergaglio, il presidente del Collegio dei Geometri Ivano Brambilla, Monica Bernardi, l’ingegner Maurizio Costa e Francesco Genna, direttore di ATS Monza e Brianza.
Al confronto erano inoltre invitati Chiara Ghilotti, vicepresidente dell’Ordine degli Ingegneri di Cremona, Fabio Frassini ed Emanuele Cerami, HSE manager e coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione.
La giornata di Monza ha posto così al centro del dibattito un principio: la sicurezza si costruisce attraverso formazione, qualificazione, responsabilità e partecipazione.
Un percorso che coinvolge scuole, imprese, professionisti e istituzioni e che richiede di affiancare alle norme una cultura della prevenzione capace di tradursi in comportamenti concreti, tanto nella vita quotidiana quanto nei luoghi di lavoro.




