Leone, il neonato abbandonato trovato a Cinisello, migliora: dal Niguarda buone notizie sulla salute

Migliorano le condizioni di Leone, il neonato trovato a Cinisello Balsamo. Dal Niguarda confermano: respira da solo, prende il biberon e pesa quattro chili.

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Migliorano le condizioni di Leone, il neonato ritrovato lunedì 12 ottobre a Cinisello Balsamo e ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano. Il piccolo respira autonomamente, si alimenta al biberon ed è vivace e reattivo. A confermarlo è il professor Stefano Martinelli, direttore del Dipartimento Materno Infantile e della Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale del Niguarda, che mercoledì 14 ottobre ha fornito un aggiornamento sulle sue condizioni di salute.

Dopo i primi momenti di preoccupazione legati alle circostanze del ritrovamento, il quadro clinico appare dunque incoraggiante. I medici stanno comunque proseguendo gli accertamenti necessari per verificare che non vi siano complicanze dovute alla nascita avvenuta senza assistenza sanitaria.

Leone respira autonomamente e si alimenta al biberon

Le notizie diffuse dall’ospedale Niguarda confermano un’evoluzione positiva delle condizioni del bambino.

«Da ieri abbiamo sospeso il supporto respiratorio: il bambino respira spontaneamente e presenta buoni parametri vitali», spiega il professor Stefano Martinelli.

Il neonato ha inoltre iniziato ad alimentarsi autonomamente, un altro elemento importante nel percorso di recupero.

«Pesa oggi 4 chilogrammi, con un regolare andamento della crescita ponderale, e si alimenta spontaneamente al biberon», aggiunge il direttore della Neonatologia del Niguarda.

Secondo quanto riferito dai sanitari, Leone è in buone condizioni cliniche generali, appare vivace e reagisce agli stimoli.

Restano in corso accertamenti infettivologici e neurologici, necessari per escludere eventuali conseguenze legate alla nascita non assistita e alle condizioni in cui il piccolo è stato ritrovato.

Il ritrovamento a Cinisello Balsamo e i primi soccorsi

Il bambino era stato trovato nel pomeriggio di lunedì 12 ottobre a Cinisello Balsamo, in circostanze che avevano immediatamente destato forte preoccupazione.

Secondo quanto riferito dall’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, al momento dell’arrivo in ospedale il neonato presentava una condizione di ipotermia, con una temperatura corporea inferiore alla norma.

I soccorritori del 118 di AREU erano intervenuti tempestivamente per prestare le prime cure e trasferire il piccolo al Niguarda.

«Il cordone ombelicale era strappato e la placenta si trovava nella busta di plastica insieme al piccolo», ha spiegato Bertolaso dopo aver visitato il neonato in ospedale.

Nonostante le condizioni del ritrovamento, già il 13 ottobre l’assessore aveva riferito che il bambino era stabile e respirava autonomamente.

«Considerando le drammatiche circostanze in cui è stato trovato, le sue condizioni sono complessivamente buone. Ringrazio tutti coloro che sono intervenuti e che, fin dal primo momento, si stanno prendendo cura di lui», aveva dichiarato.

Perché il neonato è stato chiamato Leone

Il nome Leone è stato scelto in accordo con il personale dell’ospedale Niguarda e con gli infermieri della Terapia intensiva neonatale.

A raccontarne il significato è stato lo stesso assessore regionale Guido Bertolaso, che ha spiegato come il nome rappresenti un messaggio di forza e speranza.

«È un nome che vuole essere innanzitutto un augurio di pronta ripresa per il Santo Padre, ma anche un auspicio per questo bambino», ha dichiarato Bertolaso.

«Ha già affrontato una situazione estremamente difficile e ha dimostrato di reagire. Gli auguriamo di trovare la forza e il coraggio necessari per affrontare le sfide che lo attendono e di poter crescere circondato dall’affetto e dalla cura di cui ogni bambino ha bisogno».

Tante richieste per aiutare e adottare il piccolo Leone

La vicenda ha suscitato una forte partecipazione da parte dei cittadini. All’ospedale Niguarda sono arrivati numerosi messaggi di solidarietà e manifestazioni di disponibilità ad aiutare il bambino.

Molte persone hanno offerto vestitini, coperte e giocattoli, mentre altre hanno espresso il desiderio di accoglierlo nella propria famiglia.

«Questa straordinaria partecipazione dimostra la grande umanità delle persone e la capacità di mobilitarsi di fronte a una vicenda così delicata», ha sottolineato Bertolaso.

L’assessore ha però ricordato che un’eventuale adozione dovrà seguire le procedure previste dalla legge.

La Procura è stata informata della situazione e sarà il Tribunale per i minorenni a occuparsi degli eventuali passaggi successivi, secondo i tempi e le modalità stabiliti dalla normativa.

Per il momento, la priorità resta il recupero completo delle condizioni di salute del bambino e la possibilità che possa lasciare la Terapia intensiva neonatale.

Parto in anonimato, l’appello di Regione Lombardia alle future mamme

La vicenda del neonato ritrovato a Cinisello Balsamo è stata anche l’occasione per richiamare l’attenzione sulla possibilità di partorire in ospedale senza riconoscere il bambino, mantenendo l’anonimato secondo quanto previsto dalla legge italiana.

Una possibilità che consente alle donne di ricevere assistenza sanitaria durante il parto e di garantire al neonato cure immediate e condizioni di sicurezza.

«Vorrei che questa vicenda diventasse anche un’occasione per ricordare a tutte le donne che è possibile rivolgersi a un ospedale, essere assistite durante il parto e scegliere di non riconoscere il proprio bambino, mantenendo l’anonimato nei modi previsti dalla legge», ha affermato Guido Bertolaso.

Il parto in anonimato rappresenta uno strumento di tutela della salute della donna e del neonato, particolarmente importante nelle situazioni di difficoltà personale, familiare o sociale.

Intanto, dall’ospedale Niguarda di Milano arrivano segnali positivi sulle condizioni di Leone. Il bambino respira senza supporto, si alimenta al biberon e continua a essere seguito dai sanitari, mentre proseguono gli esami per escludere eventuali complicanze.

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