Ambiente a Monza, la fotografia Istat: tanto verde ma concentrato nel Parco
I dati Istat sull'ambiente urbano fotografano Monza: 9,1 milioni di metri quadrati di verde, concentrati soprattutto nel Parco, e criticità per l'aria.

Monza è tra i capoluoghi italiani con la maggiore presenza di verde urbano, ma dietro il dato complessivo si nasconde una città dai forti contrasti. A fare la differenza è soprattutto il Parco di Monza, che da solo rappresenta oltre l’80% delle aree verdi conteggiate dall’Istat. Fuori dal grande polmone verde cittadino, infatti, la disponibilità di parchi, giardini e alberature si riduce sensibilmente.
È una delle fotografie che emergono dai dati Istat sull’Ambiente urbano riferiti al 2024, diffusi nel settembre 2026. La rilevazione prende in esame i Comuni capoluogo italiani attraverso diversi indicatori, dal verde alla qualità dell’aria, dalla mobilità ai rifiuti e all’energia.
Oltre 9 milioni di metri quadrati di verde a Monza
Monza conta complessivamente 9.125.181 metri quadrati di verde urbano, pari al 27,6% della superficie comunale. Un’incidenza molto elevata che colloca il capoluogo brianzolo al quinto posto tra i 100 capoluoghi considerati nell’elaborazione, dietro Bolzano, Sondrio, Isernia e Trento.
Il dato è significativo anche se rapportato alla popolazione: sono 74,2 metri quadrati di verde per abitante, valore che porta Monza al tredicesimo posto per disponibilità pro capite.
Il confronto con il quadro nazionale rende evidente la particolarità monzese. Nel complesso dei capoluoghi italiani, nel 2024 le aree verdi urbane superano i 590 chilometri quadrati e rappresentano in media il 3% del territorio comunale, con una disponibilità media di 33,7 metri quadrati per abitante.
Il Parco rappresenta oltre l’80% del verde cittadino
A incidere in maniera decisiva sui numeri di Monza è però il suo Parco. Nel censimento Istat viene classificato come verde storico e rappresenta circa 7,4 milioni di metri quadrati, pari all’81,6% di tutto il verde urbano della città.
Escludendo il Parco dal calcolo, rimarrebbero circa 1,68 milioni di metri quadrati di verde distribuiti nel resto di Monza, comprendendo parchi e giardini di quartiere, aree sportive all’aperto, verde scolastico, cimiteri e altre tipologie di spazi verdi.
In questo caso l’incidenza sulla superficie comunale scenderebbe a poco più del 5% e la disponibilità passerebbe da 74,2 a 13,7 metri quadrati per abitante. Secondo l’elaborazione effettuata sui dati Istat, senza il Parco Monza passerebbe dal quinto al 27esimo posto per incidenza del verde e dal tredicesimo all’80esimo per disponibilità pro capite.
Fuori dal Parco un albero ogni cinque abitanti
Un altro indicatore permette di osservare più da vicino il verde diffuso nei quartieri. Nell’area urbana di Monza, escludendo il Parco, risultano censiti 26.747 alberi, pari a circa 21,75 ogni 100 abitanti: poco più di un albero ogni cinque residenti.
Il censimento comprende le alberature presenti lungo le strade e nei giardini di quartiere, nelle aree sportive, nei cimiteri e nelle scuole. Resta fuori il patrimonio arboreo del Parco di Monza, gestito e censito separatamente e stimato in circa 120mila esemplari.
Il bilancio degli ultimi due anni mostra inoltre una diminuzione numerica delle alberature cittadine. Nel 2023 sono stati messi a dimora 1.038 nuovi alberi e nel 2024 altri 580. Nello stesso periodo gli abbattimenti sono stati rispettivamente 1.083 e 1.150. Complessivamente, quindi, nel biennio sono stati piantati circa 1.600 alberi e ne sono stati abbattuti oltre 2.200.
Nel 2024, in particolare, 1.084 dei 1.150 abbattimenti sono stati ricondotti al rischio di cedimento, mentre 66 sono stati conseguenza di eventi atmosferici.
Qualità dell’aria, Monza tra le situazioni più critiche
La forte presenza di verde non elimina un’altra delle criticità ambientali evidenziate dall’Istat: la qualità dell’aria. Nel 2024 le concentrazioni di polveri sottili restano problematiche in gran parte dei capoluoghi italiani e Monza viene indicata tra le città con le situazioni più critiche, insieme a Brescia, Lodi, Cremona, Verona, Vicenza, Padova e Rovigo.
In queste città le concentrazioni medie annue rilevate risultano superiori a 20 microgrammi per metro cubo per il PM2,5 e a 30 microgrammi per metro cubo per il PM10. A livello nazionale, gli obiettivi intermedi indicati dall’Organizzazione mondiale della sanità risultano superati in 74 degli 88 capoluoghi monitorati per il PM2,5 e in 75 dei 95 monitorati per il PM10.
Una città verde, ma con due fotografie molto diverse
I numeri restituiscono quindi due immagini differenti di Monza. Considerando l’intero territorio comunale, la presenza del Parco porta la città ai vertici nazionali per disponibilità di verde. Guardando invece agli spazi verdi distribuiti nei quartieri, la dotazione si ridimensiona nettamente.
Una differenza significativa anche alla luce del quadro nazionale delineato dall’Istat: tra il 2015 e il 2024 il verde urbano nei capoluoghi italiani è cresciuto complessivamente del 2,8%, mentre continua ad aumentare l’attenzione per la forestazione urbana, utilizzata anche per contrastare le isole di calore e contribuire all’adattamento delle città ai cambiamenti climatici.
Per Monza la fotografia del 2024 conferma quindi il valore ambientale eccezionale del Parco, ma contemporaneamente mette in evidenza il peso assunto dal verde diffuso nei quartieri e dalla tutela del patrimonio arboreo presente nel resto della città.
