Demanio Milano: chiusi i bandi, pervenuti 55 progetti di recupero urbano

Chiusi i bandi del Demanio a Milano: 55 proposte arrivate da terzi per riqualificare 20 immobili pubblici. Valutazioni al via, esiti previsti a fine ottobre

Demanio bando

Si sono concluse le procedure relative all’indagine esplorativa ad evidenza pubblica avviata dallo scorso maggio dall’assessorato al Demanio del Comune di Milano per la valorizzazione del patrimonio immobiliare in disuso. Sono complessivamente 55 le proposte progettuali pervenute da parte di enti, fondazioni, aziende, professionisti e realtà del Terzo settore, finalizzate al recupero e alla riapertura alla cittadinanza di 20 beni di proprietà comunale.

I plichi, aperti in seduta pubblica per le verifiche di regolarità formale, passano ora alla fase di valutazione di merito affidata a una commissione tecnica interna.

La distribuzione delle offerte: immobili storici, beni nei quartieri e colonie

Il quadro delle manifestazioni d’interesse si articola su differenti tipologie di patrimonio:

  • Immobili identitari (21 proposte): spicca Palazzo Dugnani con 8 progetti, seguito da Palazzo Calchi Taeggi (6), i magazzini di Bastione Porta Venezia (3), la Porta Ticinese Medievale (2) e la Pusterla di Sant’Ambrogio (2).
  • Beni nei quartieri (26 proposte): registrate 7 offerte per l’ex casello ovest di Porta Ticinese, 6 per la Casa dell’Acqua al Trotter, 4 per Palazzo Galloni sui Navigli e 4 per l’ex Circolo Cagnola. Raccolgono interesse anche Cascina Corba (3), Cort del Colombin (1) e l’ex scuola rurale di Lampugnano (1). Nessuna offerta per il Molino Spazzola.
  • Proprietà fuori territorio (8 proposte): pervenute candidature per Villa Tigellius a Recco (4), l’ex colonia di Cesenatico (3) e la Villetta Bianca ad Andora (1). Deserte le schede relative alle strutture di Pietra Ligure, Sondalo e Cerano d’Intelvi.

L’indirizzo politico e la tempistica dell’istruttoria

In questo mandato abbiamo provato ad andare oltre la gestione dei singoli immobili per una vera politica del patrimonio. Abbiamo censito i beni, reso disponibili le informazioni su un portale online, aperto gli spazi alla città e chiesto idee e progetti. Oggi le 55 proposte ricevute ci dicono che Milano ha risposto e che esistono competenze, energie e risorse pronte a dare nuova vita al patrimonio pubblico e a trasformarlo in nuove funzioni per la città. Il Comune deve mantenere una regia forte e, allo stesso tempo, saper coinvolgere altri enti pubblici, privati, Terzo settore e realtà capaci di investire e progettare. Il risultato che vogliamo lasciare non sono soltanto immobili recuperati, ma un metodo stabile per continuare a valorizzare il patrimonio pubblico anche negli anni futuri.
Emmanuel Conte, assessore al Bilancio e Demanio

La commissione preposta esaminerà gli elaborati valutando la qualità dell’intervento, la sostenibilità economica e l’interesse pubblico delle funzioni proposte. La conclusione delle attività istruttorie è prevista per la fine del mese di ottobre 2026.

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