Data center a Rho, il sindaco risponde alla petizione: “Valuteremo ogni possibile impatto”

Orlandi risponde ai comitati: focus su salute, consumi, effetti cumulativi, trasparenza e regole urbanistiche.

sindaco rho andrea orlandi

Salute, consumi energetici e idrici, rumore, effetti cumulativi, trasparenza e possibilità di governare l’arrivo di nuovi insediamenti. Il sindaco di Rho Andrea Orlandi risponde pubblicamente alla petizione presentata da cittadini e promotori dell’Osservatorio Datacenter “Comitato Rhodense”, intervenendo sui principali interrogativi legati alla crescente presenza di data center sul territorio.

La risposta, datata 11 settembre, riguarda la petizione popolare sulla tutela della salute pubblica, dell’ambiente e del territorio e sulla richiesta di una pianificazione comunale degli insediamenti. Il sindaco ha scelto di rendere pubblica la lettera con l’obiettivo di chiarire la posizione dell’Amministrazione sui temi sollevati.

Salute e ambiente, quali sono le competenze

Uno dei primi aspetti affrontati riguarda i possibili rischi per la salute. Orlandi sottolinea che il Comune deve assicurarsi che questi aspetti siano adeguatamente valutati, precisando però che le verifiche tecniche competono in particolare ad ATS, ARPA Lombardia e agli altri enti coinvolti nei procedimenti ambientali.

Il sindaco richiama il ruolo della Valutazione di Impatto Ambientale e, successivamente, dell’Autorizzazione Integrata Ambientale. Nel caso del data center AWS, ricorda Orlandi, le osservazioni formulate durante il procedimento hanno portato a modifiche e integrazioni del progetto prima dell’approvazione.

Particolare attenzione, assicura il primo cittadino, sarà riservata anche al progetto del data center di via Moscova e alle valutazioni che accompagneranno il relativo iter.

Acqua, energia, rumore e generatori di emergenza

Nella risposta il sindaco riconosce che i data center sono infrastrutture caratterizzate da elevati consumi energetici e che una parte dell’energia viene impiegata per il raffreddamento. Tra gli aspetti da esaminare vengono quindi indicati il consumo di acqua, il rumore prodotto dagli impianti di raffreddamento, i possibili effetti sul clima e la presenza dei generatori di emergenza.

Secondo Orlandi non è però corretto stabilire a priori che gli effetti siano necessariamente gravi oppure irrilevanti. Ogni progetto deve essere analizzato singolarmente, considerando le tecnologie utilizzate e le caratteristiche dell’area nella quale viene realizzato.

Il nodo degli effetti cumulativi

Un punto centrale riguarda la concentrazione di più infrastrutture nello stesso territorio. L’Amministrazione considera importante valutare gli effetti cumulativi dei diversi data center e delle infrastrutture collegate, non soltanto all’interno dei confini comunali ma anche nel più ampio territorio rhodense.

Fra gli elementi da considerare rientrano aria, rumore, bilanci idrici, campi elettromagnetici, paesaggio, ecosistemi e biodiversità, oltre agli effetti su energia, temperatura, suolo e infrastrutture.

Trasparenza e accesso agli atti

Orlandi assicura inoltre l’intenzione del Comune di garantire la massima trasparenza e l’accesso agli atti nel rispetto della normativa. Il monitoraggio degli effetti ambientali, ricorda, è già previsto nell’ambito delle procedure di VIA.

Il sindaco invita quindi Amministrazione, cittadini e comitati a mantenere alta l’attenzione e a proseguire il confronto sugli insediamenti previsti.

Recuperare il calore prodotto dai data center

Un’altra questione sollevata riguarda il riutilizzo del calore. Per il data center AWS questa possibilità era già prevista nel piano attuativo approvato nel 2021. Sono in corso approfondimenti sull’eventuale collegamento alla rete di teleriscaldamento, ma il Comune sta valutando anche altre forme di recupero.

Lo stesso principio, spiega il sindaco, dovrà essere considerato per il progetto di via Moscova, con l’obiettivo di evitare, dove tecnicamente possibile, la dispersione del calore prodotto dagli impianti.

Il Comune ha chiesto a Terna informazioni sui nuovi allacci

La parte conclusiva della risposta affronta il tema della pianificazione. Orlandi evidenzia come la localizzazione dei data center non dipenda esclusivamente dalle decisioni comunali. La concentrazione nell’area metropolitana milanese è legata anche alla disponibilità di energia, alla rete elettrica e agli investimenti programmati a livello nazionale.

Il sindaco rende noto di avere inviato a Terna una richiesta per conoscere le domande di nuovi allacci attualmente giacenti, ritenendo necessario avere un quadro più completo dei possibili nuovi insediamenti.

Le nuove regole urbanistiche approvate a Rho

Orlandi ricorda inoltre che nel giugno 2026 il Comune ha modificato le proprie regole urbanistiche introducendo nuovi vincoli per i data center, tra cui limitazioni alle altezze e maggiore attenzione agli impianti.

Nel frattempo Regione Lombardia ha approvato la nuova disciplina regionale sui centri dati. La legge individua criteri e priorità per gli insediamenti e interviene anche sulle procedure autorizzative e sui profili urbanistici.

Il sindaco avrebbe preferito, spiega nella lettera, che ai Comuni fosse lasciata una maggiore possibilità di individuare all’interno delle aree produttive quelle effettivamente adatte a ospitare queste infrastrutture.

La posizione conclusiva dell’Amministrazione è quella di mantenere aperto il confronto, verificando caso per caso le caratteristiche dei progetti e gli eventuali effetti sul territorio, con particolare attenzione alla salute, all’ambiente e alla concentrazione degli impianti.

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