Lesmo, dopo il caso del ristorante senza bambini nasce l’idea di una guida per famiglie
La sindaca Sara Dossola e Pierfrancesco Maran propongono una guida dei locali a misura di famiglia

Una guida dei bar e dei ristoranti a misura di famiglia, con informazioni su seggioloni, fasciatoi, spazi per giocare e altri servizi dedicati a bambini e genitori. È la proposta che parte da Lesmo dopo le polemiche suscitate dalla scelta di un ristorante del paese di non accogliere bambini.
A lanciarla sono la sindaca di Lesmo Sara Dossola e l’europarlamentare Pierfrancesco Maran, con l’obiettivo di trasformare il dibattito degli ultimi giorni in un progetto che possa coinvolgere non soltanto Lesmo, ma più Comuni della Brianza.
Dal caso del ristorante alla proposta per le famiglie
La decisione di un ristorante di Lesmo di non accogliere bambini ha generato reazioni e posizioni differenti, arrivando a richiamare l’attenzione anche a livello nazionale.
Dossola e Maran scelgono di partire proprio da questa vicenda per avanzare una proposta rivolta alle famiglie. L’idea è quella di creare una mappa semplice e facilmente consultabile dei locali, indicando per ciascuno quali servizi siano effettivamente disponibili per chi si presenta con bambini piccoli.
Non si tratterebbe quindi soltanto di sapere se un ristorante o un bar accetta i più piccoli, ma di conoscere in anticipo la presenza di un seggiolone, un fasciatoio, un bagno adeguato, uno spazio per giocare, eventuali attività di animazione o altre soluzioni pensate per facilitare la permanenza delle famiglie.
Confcommercio ha già accolto la proposta
L’idea è stata già condivisa con Confcommercio, che, secondo quanto riferito dai promotori, l’ha accolta favorevolmente.
Il passo successivo sarà provare a coinvolgere i sindaci della Brianza interessati, con l’obiettivo di superare i confini del singolo Comune e costruire uno strumento di carattere territoriale.
La proposta potrebbe così dare vita a una guida utile alle famiglie che si spostano tra diversi Comuni brianzoli e, contemporaneamente, offrire visibilità agli esercenti che scelgono di organizzare spazi e servizi pensando anche alle esigenze dei bambini.
Nessun bollino per classificare i ristoranti
Dossola e Maran precisano che non si pensa a un bollino assegnato dall’alto né a una classificazione tra locali considerati “buoni” o “cattivi”.
L’obiettivo sarebbe invece fornire informazioni concrete e trasparenti, lasciando alle famiglie la possibilità di scegliere il locale più adatto alle proprie necessità.
Allo stesso tempo, la mappa permetterebbe di valorizzare le attività che decidono di investire nell’accoglienza di genitori e bambini, senza imporre un unico modello agli esercenti.
Un progetto che da Lesmo potrebbe estendersi alla Brianza
“Crediamo che una comunità cresca anche così: quando riesce a trasformare ciò che rischia di dividerla in qualcosa che può unirla e diventare utile”, spiegano Sara Dossola e Pierfrancesco Maran.
La proposta nasce quindi direttamente dal confronto acceso degli ultimi giorni a Lesmo, ma punta ad assumere una dimensione più ampia: una guida dei locali a misura di famiglia della Brianza, costruita insieme alle associazioni di categoria e alle amministrazioni interessate.
