Donazione di organi all’ospedale di Rho, il gesto di un giovane aiuta sei persone
Una complessa donazione multipla di organi e tessuti ha dato speranza a sei pazienti e migliorato la vita di oltre dieci persone

Un giovane poco più che ventenne, che aveva espresso in vita il proprio consenso alla donazione degli organi, ha dato una speranza a sei pazienti in attesa di trapianto. Nei giorni scorsi l’ospedale di Rho dell’ASST Rhodense è stato teatro di una complessa operazione di prelievo multiplo di organi e tessuti, che ha coinvolto équipe provenienti da diversi centri trapianti italiani.
Il ragazzo era arrivato al Pronto Soccorso in condizioni critiche. Nonostante il ricovero e i tentativi di cura messi in atto dalla Terapia Intensiva, non è stato possibile salvarlo. In vita aveva però espresso la propria volontà a favore della donazione, una decisione che nel momento della morte è stata sostenuta e confermata dalla famiglia. :contentReference[oaicite:0]{index=0}
Un intervento durato dalle 08.30 fino a mezzanotte
La procedura ha richiesto una complessa organizzazione sanitaria e logistica. L’intervento è proseguito ininterrottamente dalle 08.30 fino a mezzanotte, sotto il coordinamento del Centro Regionale Prelievi e del Nord Italia Transplant.
Sono state mobilitate équipe chirurgiche provenienti dal Policlinico, dall’ospedale Niguarda, dal Gaetano Pini e dal Centro Cardiologico Monzino, oltre che dall’ISMETT di Palermo e dagli ospedali di Bergamo e Pavia. :contentReference[oaicite:1]{index=1}
Il prelievo ha interessato un numero elevato di organi e tessuti. Secondo il Coordinamento Regionale di Procurement di AREU, il lavoro svolto ha dato speranza di vita a sei pazienti e ha contribuito a migliorare la qualità della vita di oltre dieci persone. Nell’operazione è stato coinvolto l’intero presidio ospedaliero di Rho, con il supporto dei servizi di Garbagnate. :contentReference[oaicite:2]{index=2}
Marco Bosio: “Un evento tragico trasformato in una testimonianza di civiltà”
“Un evento tragico trasformato in una straordinaria testimonianza di civiltà – dichiara il direttore generale dell’ASST Rhodense, Marco Bosio – resa possibile grazie al grande gesto di altruismo del donatore e poi alla professionalità e alla profonda umanità di tutto il personale sanitario coinvolto, a cui va il mio personale riconoscimento”. :contentReference[oaicite:3]{index=3}
Un’operazione resa possibile, dunque, dalla volontà espressa dal giovane e dal sostegno della sua famiglia, insieme al lavoro coordinato delle numerose professionalità sanitarie coinvolte nel prelievo e nella successiva destinazione degli organi e dei tessuti.
