Meda ricorda il disastro Icmesa con un’installazione nel segno della rinascita
Giovedì 9 luglio Meda inaugura un'installazione commemorativa per i 50 anni del disastro Icmesa, simbolo della memoria e della rinascita del territorio.

A cinquant’anni dal disastro ambientale dell’Icmesa, la Città di Meda promuove un momento di commemorazione dedicato a una delle pagine più significative della storia della Brianza. Giovedì 9 luglio, alle 10.30, sarà inaugurata un’installazione commemorativa presso il Ciclodromo comunale di via Icmesa, aperta alla partecipazione della cittadinanza.
L’iniziativa si inserisce nel programma delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario dell’incidente avvenuto il 10 luglio 1976, quando una nube contenente diossina TCDD si disperse dallo stabilimento chimico Icmesa, coinvolgendo in particolare i Comuni di Seveso, Meda, Cesano Maderno e Desio.
Un’opera per custodire la memoria collettiva
L’installazione nasce con l’obiettivo di conservare la memoria di quanto accaduto e raccontare il percorso di trasformazione che ha interessato il territorio negli ultimi cinquant’anni. Da uno dei luoghi simbolo dell’emergenza ambientale italiana è infatti nata una nuova realtà, caratterizzata da spazi dedicati alla natura, allo sport e alla socialità.
Il recupero ambientale dell’area contaminata ha portato alla realizzazione del Bosco delle Querce, oggi considerato uno dei principali simboli della rinascita del territorio, affiancato da infrastrutture dedicate alla mobilità sostenibile e alle attività all’aria aperta, come il Ciclodromo comunale.
Il disastro del 1976 e la Direttiva Seveso
L’incidente dell’Icmesa rappresentò uno dei più gravi disastri industriali della storia europea. Le conseguenze ambientali, sanitarie e sociali portarono negli anni successivi all’elaborazione della normativa comunitaria per la prevenzione dei rischi industriali, conosciuta come Direttiva Seveso, ancora oggi punto di riferimento nella legislazione europea.
Il sindaco: “Memoria e responsabilità verso il futuro”
«Ricordare il disastro dell’Icmesa significa rendere omaggio alle persone che hanno vissuto quei giorni e custodire una memoria che appartiene non solo a Meda, ma all’intero territorio brianzolo», dichiara il sindaco Luca Santambrogio.
«A cinquant’anni di distanza vogliamo trasmettere soprattutto il valore del percorso compiuto: da un luogo simbolo dell’emergenza ambientale è nata un’area restituita ai cittadini, dove oggi si praticano sport, si vive la natura e si costruiscono relazioni. La memoria acquista significato quando diventa consapevolezza e responsabilità verso il futuro. Questa installazione vuole essere il segno tangibile di questo impegno e un invito, soprattutto per le giovani generazioni, a conoscere una pagina fondamentale della nostra storia».
