Gran Premio di Monza 2026: arte e musica protagoniste insieme alla Formula 1

Presentate alla Scala le iniziative culturali del Gran Premio di Monza 2026: il poster di Marco Lodola e l'Inno di Mameli affidato al tenore Francesco Meli.

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Il Gran Premio d’Italia di Formula 1 amplia il proprio orizzonte e affianca allo spettacolo sportivo un ricco programma culturale. Al Ridotto dei Palchi “Arturo Toscanini” del Teatro alla Scala di Milano sono state presentate le iniziative artistiche che accompagneranno l’edizione 2026 della gara in programma all’Autodromo Nazionale di Monza.

Tra le novità spiccano il poster ufficiale del Gran Premio, firmato dall’artista Marco Lodola, e l’esecuzione dell’Inno di Mameli, affidata al tenore Francesco Meli prima della partenza della gara di domenica 6 settembre.

Presentato il poster ufficiale del Gran Premio

Alla conferenza sono intervenuti, tra gli altri, l’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso, in rappresentanza del presidente Attilio Fontana, il presidente dell’Automobile Club d’Italia Geronimo La Russa, il sovrintendente del Teatro alla Scala Fortunato Ortombina, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, l’artista Marco Lodola e il tenore Francesco Meli.

Il manifesto ufficiale del Gran Premio 2026 richiama il linguaggio del Futurismo, reinterpretando il tema della velocità attraverso colori vivaci e prospettive dinamiche, cifra stilistica dell’opera realizzata da Marco Lodola.

L’Inno di Mameli prima della partenza

Prima del via della gara del 6 settembre, sarà il tenore Francesco Meli a interpretare l’Inno di Mameli, rafforzando il legame tra il mondo dello sport e quello della musica lirica in uno dei momenti più attesi del Gran Premio.

Caruso: “Quando sport, arte e cultura corrono insieme, l’Italia vince”

«Il Gran Premio d’Italia rappresenta una vetrina mondiale per la Lombardia. Legarlo all’arte e alla musica permette di valorizzare creatività, talento e qualità culturale del nostro territorio», ha dichiarato l’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso.

L’assessore ha sottolineato come Monza rappresenti non solo il simbolo della velocità, ma anche una realtà capace di promuovere il patrimonio culturale lombardo attraverso eventi di respiro internazionale.

Richiamando l’esperienza delle Olimpiadi della Cultura di Milano Cortina 2026, Caruso ha evidenziato come circa il 40% dei progetti dell’Olimpiade culturale si sia sviluppato in Lombardia, coinvolgendo città, borghi e comunità montane oltre le sedi delle competizioni sportive.

«Vogliamo consolidare questo metodo affinché ogni grande evento lasci opportunità concrete anche dopo la sua conclusione. Il Tempio della Velocità e il Tempio della Lirica insieme rafforzano l’immagine della Lombardia e dell’Italia nel mondo», ha concluso.

La Russa: “Poster e Inno sono simboli del Gran Premio”

Per il presidente dell’Automobile Club d’Italia Geronimo La Russa, il poster realizzato da Marco Lodola rappresenta «un’autentica opera d’arte» capace di richiamare la tradizione futurista e trasmettere l’energia del mondo dei motori.

La Russa ha inoltre ricordato come l’esecuzione dell’Inno di Mameli sia uno dei momenti più rappresentativi del Gran Premio d’Italia, capace di unire idealmente il Tempio della Velocità dell’Autodromo di Monza e il Tempio della Lirica, il Teatro alla Scala.

Lodola: “Mi sono ispirato ai futuristi”

Marco Lodola ha spiegato di aver affrontato il progetto lasciandosi ispirare dagli artisti del Futurismo, i primi a rappresentare il movimento e la velocità dell’automobile. Attraverso colori e prospettive, il manifesto vuole restituire la forza e l’energia che da sempre caratterizzano il Gran Premio d’Italia.

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