Crisi Teva, in Commissione il punto sugli esuberi: focus su Rho, Caronno Pertusella e Villanterio
In Commissione Attività produttive il confronto sulla vertenza Teva: primi segnali positivi per Rho, Caronno e Villanterio, ma resta il monitoraggio sugli esuberi.

Primi segnali positivi nella vertenza che coinvolge il gruppo farmaceutico Teva. La Commissione Attività produttive del Consiglio regionale della Lombardia ha fatto il punto sulla crisi occupazionale che interessa la divisione Sicor Srl – TAPI, confermando l’impegno delle istituzioni nel seguire l’evoluzione della situazione, in particolare per gli stabilimenti di Rho, Villanterio e Caronno Pertusella.
L’audizione urgente, presieduta da Marcello Ventura (FdI), è stata richiesta dalla consigliera regionale Paola Pizzighini (M5S), dopo l’annuncio del piano di riorganizzazione della multinazionale che prevede una riduzione del 20% dell’organico nazionale, pari a 92 esuberi.
Il piano di riorganizzazione di Teva
Il progetto presentato dall’azienda prevede la chiusura dello stabilimento di Villanterio, con 32 lavoratori coinvolti, oltre a 36 esuberi nel sito di Rho e altri quattro nello stabilimento di Caronno Pertusella.
Una situazione che ha destato forte preoccupazione tra istituzioni e organizzazioni sindacali, considerate le ricadute occupazionali e industriali sui territori interessati.
Pizzighini: “sviluppi positivi, ma continueremo a vigilare”
Nel corso della Commissione sono però emersi alcuni elementi incoraggianti.
“Ho fortemente voluto questa audizione urgente per accendere i riflettori su una vertenza inaccettabile, dettata da logiche di profitto di una multinazionale con fatturato in crescita”, ha dichiarato la consigliera regionale Paola Pizzighini.
La consigliera ha espresso soddisfazione per gli sviluppi emersi durante l’incontro, sottolineando come il confronto istituzionale e il lavoro svolto a livello nazionale abbiano favorito una riapertura del dialogo con l’azienda.
“Sono soddisfatta per gli sviluppi positivi emersi oggi, che hanno portato buone notizie per l’occupazione e per Villanterio. Auspichiamo che si prosegua su questa strada di responsabilità sociale e, come Commissione, continueremo a monitorare con attenzione la situazione”.
Le richieste dei sindacati
Le organizzazioni sindacali hanno accolto favorevolmente il cambio di impostazione annunciato dall’azienda.
La Cgil di Pavia ha evidenziato come la prosecuzione della produzione nello stabilimento di Villanterio fino al 31 dicembre, grazie a nuove commesse, rappresenti un primo passo importante, chiedendo però che il tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per l’8 luglio consenta di individuare un acquirente e garantire la continuità produttiva.
Anche la Cgil Lombardia ha espresso un giudizio positivo sulla gestione degli esuberi, ribadendo però la necessità di utilizzare il tempo disponibile per favorire una concreta reindustrializzazione del sito pavese.
La Cisl Lodi ha invece sottolineato il ruolo dello sciopero dei lavoratori nella riapertura del confronto, chiedendo a Regione Lombardia l’istituzione di un tavolo permanente di monitoraggio.
L’impegno dei territori e dell’azienda
Nel corso dell’audizione sono intervenuti anche i sindaci di Rho e Villanterio, insieme ai rappresentanti della Provincia di Varese, che hanno richiamato l’azienda alla responsabilità sociale d’impresa, ribadendo la disponibilità degli enti locali a collaborare per salvaguardare occupazione e competenze.
I vertici di Teva – TAPI hanno spiegato che la riorganizzazione rientra in una strategia internazionale volta a ridurre i costi e concentrare gli investimenti sui farmaci biologici, abbandonando progressivamente il settore dei farmaci generici.
L’azienda ha comunque assicurato che non lascerà l’Italia e che gli esuberi previsti negli stabilimenti di Rho e Caronno Pertusella saranno gestiti esclusivamente su base volontaria, attraverso prepensionamenti e accordi con le organizzazioni sindacali.
Per quanto riguarda Villanterio, è stata confermata la volontà di procedere alla vendita dello stabilimento entro la metà del 2027, mantenendo nel frattempo la produzione fino alla fine del 2026 e valutando eventuali strumenti di sostegno pubblico.
Regione Lombardia: “garantire la continuità produttiva”
La Direzione generale di Regione Lombardia ha confermato la disponibilità a sostenere il percorso di reindustrializzazione, mettendo a disposizione strumenti e incentivi regionali per favorire nuovi investimenti.
“Intravediamo presupposti positivi per la riorganizzazione delle sedi di Caronno e Rho e confermiamo l’assoluto interesse della Regione a dare continuità produttiva al sito di Villanterio”, è stato ribadito nel corso della Commissione.
Il confronto proseguirà nei prossimi giorni con il tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, previsto per l’8 luglio, considerato decisivo per delineare il futuro degli stabilimenti lombardi e dei lavoratori coinvolti.
