A casa dopo l’infarto: al San Gerardo di Monza nuovo progetto per i cardiopatici
Il San Gerardo di Monza lancia "A casa dopo l'infarto", un percorso multidisciplinare con supporto psicologico, nutrizione e attività fisica per i pazienti.

La dimissione dall’ospedale non rappresenta la fine del percorso di cura per chi ha affrontato un infarto o un grave evento cardiaco. Con questo obiettivo la Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza ha sviluppato il progetto “A casa dopo l’infarto”, un’iniziativa che accompagna i pazienti nel ritorno alla quotidianità attraverso un percorso multidisciplinare dedicato alla prevenzione e al benessere.
Ideato dal cardiologo Davide Corsi e realizzato grazie alla collaborazione dell’associazione Brianza per il Cuore ODV-ETS, il progetto nasce per rispondere alle esigenze fisiche e psicologiche che spesso emergono dopo la dimissione ospedaliera.
Un percorso oltre la dimissione
Dopo un infarto, un arresto cardiocircolatorio o l’esordio di una grave cardiopatia, molti pazienti faticano a modificare stabilmente i fattori di rischio cardiovascolare che hanno contribuito all’evento acuto. Fumo, sedentarietà, sovrappeso e cattive abitudini alimentari possono infatti ripresentarsi con il ritorno alla vita di tutti i giorni.
Accanto agli aspetti clinici, numerose persone devono affrontare anche un importante impatto emotivo, caratterizzato da ansia, paura e, in alcuni casi, sintomi riconducibili al disturbo post-traumatico da stress.
Per questo motivo il progetto, avviato nel 2024 e progressivamente ampliato negli anni successivi, propone incontri in piccoli gruppi organizzati poco dopo la dimissione, costruiti sulle reali necessità dei pazienti.
Supporto psicologico, alimentazione e attività fisica
Il percorso coinvolge diversi professionisti e realtà del territorio con un approccio integrato alla salute cardiovascolare.
Tra le attività previste figurano il supporto psicologico, curato dal dottor Luca Mauri, per aiutare i pazienti a elaborare l’esperienza della malattia e recuperare fiducia nel ritorno a una vita attiva.
È previsto inoltre un programma per smettere di fumare, coordinato dal dottor Paolo Fortuna del Centro Antifumo, con il supporto dei servizi dedicati alle dipendenze di ATS Brianza.
Il progetto comprende anche una consulenza nutrizionale, affidata alla dottoressa Luana Molinari, finalizzata a favorire cambiamenti alimentari sostenibili e alla riduzione dei principali fattori di rischio cardiovascolare.
Tra le iniziative più significative c’è anche “Ricomincia a camminare”, il gruppo di cammino settimanale organizzato nel Parco di Monza dai volontari di Brianza per il Cuore, che promuove l’attività fisica regolare e offre ai partecipanti un’importante occasione di confronto con persone che hanno vissuto esperienze simili.
Come aderire al progetto
L’adesione avviene attraverso la segnalazione dei cardiologi curanti ed è promossa direttamente nei reparti di Cardiologia e Unità Coronarica della Fondazione IRCCS San Gerardo, anche tramite materiale informativo dedicato ai pazienti e ai loro familiari.
È comunque possibile manifestare volontariamente il proprio interesse a partecipare al percorso.
Tutte le attività sono rese possibili grazie al sostegno di Brianza per il Cuore, associazione attiva dal 1995 nella promozione della prevenzione cardiovascolare, dell’informazione sanitaria e del supporto ai pazienti cardiopatici.
La presa in carico globale del paziente
“Dopo un infarto o un grave evento cardiaco il paziente non ha bisogno soltanto di cure mediche e controlli clinici, ma anche di strumenti concreti per affrontare il ritorno alla vita quotidiana”, sottolinea il cardiologo Davide Corsi. “Il nostro obiettivo è trasformare un momento difficile in un’opportunità di cambiamento e di prevenzione per il futuro”.
La presidente di Brianza per il Cuore, Laura Colombo, evidenzia come il sostegno dopo la malattia sia importante quanto le cure ricevute in ospedale: “Offrire occasioni di incontro, attività fisica, supporto psicologico e informazioni corrette significa aiutare le persone a ritrovare fiducia e consapevolezza, riducendo il rischio di nuovi eventi cardiovascolari”.
Per il presidente della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori, Claudio Cogliati, il progetto rappresenta “un esempio concreto di presa in carico globale del paziente”, nel quale la collaborazione tra professionisti sanitari, volontariato e territorio contribuisce a migliorare la qualità della vita anche dopo il ricovero.
