Rho vista con gli occhi dei migranti: nuove mappe urbane presentate all’Infopoint

Presentato a Rho il progetto dell'architetta Nausicaa Pezzoni. Più di 200 mappe disegnate dai migranti rivelano una trasformazione inedita degli spazi urbani.

migranti rho mappatura

La città di Rho si unisce a importanti contesti urbani europei come Milano, Savona, Parigi e Napoli nel rivelare un volto inedito attraverso le cartografie sociali. Presso il Tourist Infopoint è stato presentato pubblicamente il progetto dal titolo I Migranti Mappano l’Europa, un’iniziativa ideata e sviluppata dall’architetta e urbanista Nausicaa Pezzoni. Frutto di una ricerca decennale, il lavoro ha permesso di raccogliere oltre 200 mappe sul territorio nazionale ed europeo, dove il disegno diventa uno strumento per esprimere ed elaborare l’esperienza della migrazione.

L’incontro è stato introdotto da Chiara Melchiorre e Danilo Tedeschi, coordinatori rispettivamente dei progetti del Sistema Accoglienza e Integrazione (SAI) del Comune di Rho e di SER.CO.P. . Nel corso della serata è intervenuta in videoconferenza anche Bahija Kabidi, rappresentante di Refugees Welcome, che ha illustrato i percorsi di mentoring e di accoglienza in famiglia attivi per supportare l’inclusione dei cittadini stranieri.

I cinque elementi della cartografia urbana ed esperienziale

Durante la presentazione, l’autrice della ricerca ha ripercorso le tappe fondamentali che hanno toccato numerose città, da Bruxelles a Bologna, fino a giungere nel territorio rhodense. All’evento hanno preso parte anche alcuni dei 14 giovani che hanno partecipato attivamente al laboratorio locale, i quali hanno condiviso con il pubblico il significato profondo dei propri elaborati. Per la costruzione delle mappe, l’urbanista ha proposto cinque elementi cardine su cui strutturare la rappresentazione dello spazio urbano.

Il primo elemento è costituito dai riferimenti, ossia i luoghi identificativi utili per l’orientamento iniziale. Seguono gli spazi dell’abitare e i percorsi abituali compiuti quotidianamente all’interno del tessuto cittadino. Un ruolo centrale è affidato ai nodi, intesi come i principali punti di aggregazione e di vita collettiva frequentati dalla comunità. Infine, la ricerca prende in esame i confini, definiti come quelle aree percepite come inaccessibili o evitate, dove si preferisce non transitare. La sessione ha ospitato anche la testimonianza di Vito Fiorino, cittadino onorario inserito nel Giardino dei Giusti di Rho per il soccorso prestato a decine di migranti a Lampedusa nel 2013.

Le prospettive della pianificazione e dell’integrazione locale

Le conclusioni istituzionali sono state affidate a Paolo Bianchi, assessore alle Politiche sociali, Integrazione e Pace del Comune di Rho e presidente del Tavolo delle Politiche Sociali del Rhodense, il quale ha espresso il proprio ringraziamento per l’inclusione della città in questa rete di ricerca. Il focus dell’amministrazione si concentra sull’utilità metodologica di questo approccio per la programmazione futura delle politiche territoriali.

La metodologia adottata per l’analisi dei flussi migratori rappresenta un modello applicabile anche ad altre categorie di cittadini temporanei, come gli studenti universitari che si insedieranno progressivamente nel territorio. L’obiettivo dell’ente pubblico rimane quello di intercettare e comprendere i molteplici sguardi e le differenti storie personali che attraversano e ridefiniscono costantemente la vita e le funzioni degli spazi comuni.

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