Casa, il Comune di Milano compra palazzi sul mercato

Il Comune di Milano ha pubblicato due bandi, aperti fino al 27 luglio 2026, per acquistare edifici residenziali "cielo-terra" da destinare a locazioni a canone calmierato

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La crisi degli affitti e l’emergenza abitativa nel capoluogo lombardo entrano nel mirino delle strategie finanziarie e immobiliari di Palazzo Marino. Il Comune di Milano ha impresso una netta accelerazione alla propria politica per la casa, decidendo di agire direttamente sul libero mercato per incrementare la dote di alloggi pubblici da destinare alle famiglie e ai lavoratori a medio-basso reddito.

Due bandi per comprare palazzi da privati ed enti pubblici

L’operazione, tassello centrale del più ampio Piano straordinario per la Casa accessibile, ha preso ufficialmente il via con la pubblicazione di due distinti bandi di gara. Si tratta di indagini di mercato esplorative e non vincolanti: la prima è indirizzata ad altri enti pubblici che possiedono stabili nel perimetro cittadino; la seconda è rivolta invece a soggetti privati – sia persone fisiche sia persone giuridiche – intenzionati a cedere interi immobili in piena proprietà all’Amministrazione comunale.

Con questi bandi il Piano Casa entra in una nuova fase: non solo rigenerare aree o costruire nel lungo periodo, ma recuperare subito patrimonio abitativo esistente per aumentare l’offerta di case accessibili a Milano. Vogliamo dare risposte più rapide senza consumare nuovo suolo, a partire dagli immobili pubblici già disponibili e sondando parallelamente il mercato per acquisire nuovo patrimonio residenziale da destinare ad affitti calmierati.
Emmanuel Conte, assessore al Bilancio, Demanio e Piano Straordinario Casa

I requisiti: stabili “cielo-terra” e vicini a bus e metro

La Giunta comunale ha approvato una delibera quadro che fissa in modo rigido i criteri tecnici e legali che i proprietari proponenti devono soddisfare per candidare le proprie strutture. I due avvisi pubblici rimarranno aperti per la presentazione delle offerte fino al prossimo 27 luglio 2026.

I palazzi, per poter essere presi in considerazione dagli uffici tecnici comunali, devono possedere le seguenti caratteristiche:

  • Trovarsi interamente all’interno del territorio comunale di Milano;
  • Essere nella piena ed esclusiva disponibilità giuridica dei soggetti proponenti, risultando rigorosamente liberi da occupanti o inquilini;
  • Costituire un fabbricato del tipo “cielo-terra” (l’intero blocco verticale dell’edificio);
  • Avere una destinazione urbanistica coerente con la finalità residenziale;
  • Risultare situati in zone ben connesse alla rete del trasporto pubblico locale (vicinanza a linee della metropolitana, tram o autobus).

L’obiettivo: intaccare la quota di 100mila case vuote

La scelta di Palazzo Marino di muoversi come acquirente sul mercato nasce da un’evidenza statistica ed economica. Secondo le stime più recenti a disposizione dell’assessorato, a Milano si contano circa 100.000 unità abitative non occupate da residenti stabile, un bacino enorme di edilizia privata inutilizzata che l’Amministrazione punta a convertire parzialmente in edilizia residenziale sociale (social housing).

A Milano esiste un enorme patrimonio residenziale oggi non utilizzato. Il nostro obiettivo è trasformarne una parte in una nuova infrastruttura sociale della città: alloggi accessibili per chi lavora, studia e costruisce qui il proprio futuro – conclude l’assessore Conte –. Per questo stiamo lavorando su tre livelli: nuove case sulle aree comunali, recupero del patrimonio pubblico esistente e acquisizione di nuovi immobili residenziali. È una strategia che mira ad accelerare i tempi di risposta alla domanda abitativa con una forte regia pubblica, puntando sul riuso urbano.
Emmanuel Conte, assessore al Bilancio, Demanio e Piano Straordinario Casa

La strada dell’acquisizione diretta consente infatti di abbattere drasticamente i tempi burocratici e di cantiere rispetto alle tradizionali procedure di rigenerazione urbana o all’edificazione di nuovi quartieri ex novo, rispondendo con prontezza nel breve e medio periodo alle necessità di affitto calmierato espresse dai cittadini.

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