Allarme Hantavirus a Milano, terminata la quarantena per due turisti inglesi: sono negativi

Si è conclusa a Milano la quarantena precauzionale per due cittadini del Regno Unito per sospetto Hantavirus. I test eseguiti all'ospedale Sacco e al COM di Baggio confermano la negatività

prelievo sangue

La rete di sorveglianza epidemiologica lombarda e i protocolli internazionali di biosicurezza hanno superato con successo una complessa prova di gestione delle emergenze sanitarie transnazionali. Si è conclusa positivamente la vicenda che ha visto coinvolti due turisti stranieri a Milano, scattata in seguito a una segnalazione precauzionale per un potenziale rischio biologico legato a voli internazionali.

Negativi e asintomatici: finisce l’isolamento

Ha avuto termine domenica 7 giugno 2026 il periodo di quarantena fiduciaria e monitoraggio clinico a cui erano stati sottoposti due cittadini del Regno Unito, identificati dalle autorità sanitarie come contatti stretti di casi accertati di Hantavirus. Gli esami virologici approfonditi e i test di laboratorio eseguiti dalle strutture d’eccellenza milanesi hanno sancito la totale negatività al virus e l’assoluta assenza di sintomi per entrambi i soggetti, che hanno già potuto fare rientro alla normalità.

L’intera operazione è stata coordinata dalla Regione Lombardia attraverso il CeReMi (Centro Regionale per le Malattie Infettive), una struttura che unisce le competenze dell’Asst Fatebenefratelli Sacco e dell’Irccs San Matteo di Pavia, lavorando sotto la direzione della DG Welfare. L’efficacia dell’intervento ha poggiato su una collaudata architettura istituzionale che ha visto collaborare in perfetta sincronia il Ministero della Salute, l’Ats Città Metropolitana di Milano, la Questura e la Sanità Militare.

I due casi: dal volo transcontinentale all’isolamento a Milano

Le indagini epidemiologiche condotte da Ats Milano hanno permesso di ricostruire tempestivamente i dettagli dei due distinti tracciamenti eseguiti sul territorio:

  • Il sessantenne in isolamento a Baggio: Il 12 maggio scorso è giunta la notifica dal Regno Unito circa la possibile esposizione al virus di un cittadino britannico di 60 anni, passeggero del volo Sant’Elena–Johannesburg dello scorso 25 aprile. Trasferito immediatamente all’ospedale Sacco per i primi test (risultati negativi), l’uomo è stato successivamente preso in carico dalla Sanità Militare dal 18 maggio. È stato ospitato in degenza protetta e autonoma presso il Centro Ospedaliero Militare (COM) di Baggio, dove i medici militari hanno monitorato due volte al giorno i parametri vitali (temperatura, saturazione e pressione) fino alla scadenza del periodo massimo di incubazione, fissata al 6 giugno.
  • La ventenne monitorata al Sacco: Il 19 maggio una seconda allerta internazionale ha riguardato una ragazza inglese di circa 20 anni, esposta al medesimo virus a bordo della tratta Johannesburg-Amsterdam del 25 aprile. Attivati i protocolli nel giro di poche ore, la giovane è stata ricoverata in regime di isolamento protetto direttamente presso l’ospedale Luigi Sacco, hub di riferimento nazionale per il biocontenimento. La giovane ha completato il suo percorso di osservazione sanitaria domenica 7 giugno, sempre in condizioni di perfetta salute.

I ringraziamenti del paziente e il commento dell’assessore Bertolaso

A testimonianza dell’alto livello di umanità e accoglienza garantito dalle strutture milanesi, il sessantenne britannico ha voluto rilasciare una dichiarazione di profonda gratitudine prima della partenza: «La mia quarantena all’ospedale Sacco e successivamente al Centro Ospedaliero Militare è stata resa più serena da tutto il personale coinvolto. Si sono dimostrati professionali, cordiali e disponibili, adoperandosi per rendere il mio soggiorno il più confortevole possibile. Sono grato per l’aiuto e il sostegno ricevuti, che hanno reso questo difficile periodo molto meno stressante».

Grande soddisfazione per la tenuta del sistema è stata espressa dal vertice della sanità lombarda, l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, che ha tracciato un bilancio politico e operativo dell’intervento:

L’esito positivo di questa vicenda dimostra la reattività del nostro sistema sanitario. Voglio ringraziare sinceramente tutti gli attori coinvolti: i professionisti di Regione, del Sacco e dell’Ats, il Ministero, la Questura e la Sanità Militare di Baggio. La Lombardia ha dimostrato ancora una volta di possedere un modello organizzativo di eccellenza sul fronte del biocontenimento e delle malattie infettive ad alto rischio. Reagire in poche ore a una segnalazione internazionale, rintracciare i contatti, isolarli in sicurezza e monitorarli senza mai cedere all’allarmismo è la prova che la nostra rete di sorveglianza è solida, efficiente e pronta a tutelare la salute pubblica con professionalità e umanità.
Guido Bertolaso, assessore al Welfare

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