Niguarda, apre l’Ospedale di Comunità: 20 posti letto per i pazienti fragili

Inaugurato l'Ospedale di Comunità all'interno del Niguarda: 20 posti letto dedicati a pazienti cronici e fragili, una struttura intermedia

niguarda

Un nuovo tassello si aggiunge alla rete della sanità milanese. È stato inaugurato all’interno dell’Ospedale Niguarda il nuovo Ospedale di Comunità, una struttura sanitaria intermedia progettata per fare da ponte tra il ricovero ospedaliero per acuti e l’assistenza domiciliare. L’obiettivo è chiaro: rafforzare la continuità assistenziale e offrire risposte concrete ai bisogni dei pazienti fragili e cronici.

Una struttura da 20 posti letto tra tecnologia e riabilitazione

Il nuovo presidio dispone di 20 posti letto e spazi moderni pensati per il recupero funzionale, tra cui una palestra attrezzata e un soggiorno comune. La forza del progetto risiede nell’integrazione: pur essendo una struttura territoriale, la collocazione all’interno del Niguarda permette ai pazienti di accedere rapidamente a visite specialistiche e esami diagnostici di alto livello.

L’organizzazione del personale:

  • Medici: presenti per almeno 4,5 ore al giorno (lunedì-sabato, 8:00-20:00). Nelle ore notturne e nei festivi, la guardia è garantita dai reparti di Medicina Interna del Niguarda.
  • Assistenza h24: garantita la presenza continuativa di infermieri e operatori socio-sanitari (OSS).

A chi si rivolge: il paziente al centro

L’Ospedale di Comunità non è un pronto soccorso, ma un luogo di stabilizzazione. Si rivolge a pazienti anziani o fragili con patologie croniche riacutizzate che non possono essere gestite a casa, ma che non necessitano nemmeno di cure ad alta intensità. L’obiettivo è duplice: evitare ricoveri impropri nei reparti d’urgenza e preparare il paziente (e il suo caregiver) al rientro a casa o al trasferimento in RSA.

Il ruolo chiave del Caregiver

In questa struttura, il familiare o il caregiver non è un semplice visitatore, ma parte integrante della cura. La loro presenza è consentita senza limitazioni di orario. Durante la degenza, il personale si occupa anche della formazione dei familiari sulla gestione di terapie, stomie o cateteri, affinché le cure possano proseguire in sicurezza anche tra le mura domestiche.

Come si accede

L’accesso non avviene in modo diretto da parte del cittadino, ma attraverso una segnalazione clinica che può arrivare da:

  • Medici di Medicina Generale (medici di base);
  • Pronto Soccorso o reparti ospedalieri (in fase di dimissione protetta);
  • Equipe territoriali e servizi domiciliari.

«Con questa struttura rafforziamo la sanità di prossimità – ha commentato l’assessore regionale al Welfare – accompagnando i pazienti in un percorso più vicino alle loro reali esigenze».

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