Gli studenti di Rho contro la mafia: inaugurata la mostra sulla legalità a Villa Burba

Inaugurata a Villa Burba la mostra sulla legalità realizzata dagli studenti delle scuole di Rho, con installazioni dedicate alle vittime delle mafie.

rho mostra legalità

La cultura della legalità e il rifiuto di ogni forma di criminalità organizzata passano attraverso la voce e le opere delle nuove generazioni. È stata ufficialmente inaugurata nella Sala Colonne di Villa Burba la mostra intitolata “La legalità negli occhi dei ragazzi e delle ragazze”, un’esposizione che raccoglie le ricerche e i manufatti realizzati dagli studenti delle scuole cittadine insieme ai loro docenti.

L’iniziativa segue la “Marcia per la legalità” che ha visto sfilare per le strade di Rho circa setteocento studenti. Al taglio del nastro è intervenuta Clelia La Palomenta, presidente della Commissione consiliare Legalità e Antimafia e promotrice dell’evento, la quale ha evidenziato la costante crescita della coscienza critica degli alunni e l’accuratezza dei lavori presentati, focalizzati quest’anno sui giornalisti vittime di mafia e sulla figura di Paolo Borsellino.

Le opere esposte e il tema dell’indifferenza

Le installazioni presenti in mostra affrontano il tema del sacrificio e della memoria attraverso linguaggi simbolici e ricostruzioni storiche:

  • Liceo Majorana: gli studenti hanno presentato un’installazione con un tavolo dove un filo rosso rappresenta i legami umani e una macchina da scrivere contiene una lettera interrotta. Aironi realizzati con la tecnica dell’origami simboleggiano le anime delle vittime innocenti. Durante l’inaugurazione è stata letta la storia di Graziella Campagna, uccisa a diciassette anni.
  • Scuola secondaria di primo grado “Tommaso Grossi”: a seguito di un incontro con Salvatore Borsellino, la scuola ha realizzato diverse riproduzioni delle agende rosse. Gli alunni hanno inoltre condotto un’indagine sul tema dell’indifferenza sociale, scrivendo racconti consegnati direttamente al sindaco.
  • Scuola “Bonecchi”: ha proposto gli alberi della memoria dedicati alle donne vittime di mafia, partendo dal primo caso registrato nel 1896 con Emanuela Sansone fino ad arrivare ad Antonella Lopardo, Renata Fonte e Lea Garofalo.
  • Istituto Cannizzaro e Istituto Olivetti: il primo ha proposto un approfondimento sui cronisti perseguitati dalle organizzazioni criminali, mentre il secondo ha realizzato un contributo video dedicato alla memoria di Antonio Musolino.
  • Istituto Clerici: ha rielaborato le storie di alcune vittime ispirandosi all’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters e alla celebre trasposizione musicale di Fabrizio de André.
  • Scuola secondaria di primo grado “San Carlo”: si è concentrata sulla figura di Emanuela Loi, agente della scorta del giudice Paolo Borsellino caduta nella strage di via D’Amelio.

Il richiamo delle istituzioni alla responsabilità

L’assessore alla Legalità, Nicola Violante, ha sottolineato come la mostra rappresenti una tappa fondamentale del percorso denominato “Tempo della Legalità”, che vedrà ulteriori momenti di approfondimento nel mese di maggio. Un breve saluto è stato portato anche dall’assessore alla Scuola, Paolo Bianchi.

Il sindaco Andrea Orlandi ha voluto affidare le conclusioni direttamente alle riflessioni degli studenti, rimarcando il valore del loro punto di vista e la necessità di una presa di posizione netta da parte della società civile: “a Rho la mafia c’è ma Rho c’è contro la mafia, anche grazie a voi. Ciascuno ha la sua responsabilità”.

L’esposizione rimarrà accessibile al pubblico secondo i seguenti orari: lunedì 30 marzo dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 17.00; martedì 31 marzo dalle 9.30 alle 12.30.

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