Il Consiglio Comunale di Rho ha espresso una posizione netta e unanime a sostegno delle aspirazioni democratiche del popolo iraniano. Durante l’ultima seduta, l’assemblea cittadina ha approvato all’unanimità una mozione che condanna duramente la repressione attuata dal regime teocratico della Repubblica Islamica, impegnando l’Amministrazione comunale in una serie di azioni simboliche e concrete di solidarietà.
Dal movimento “Donna, Vita, Libertà” alla crisi economica
Il documento, presentato inizialmente dal gruppo di Fratelli d’Italia e successivamente condiviso da tutte le forze politiche, è stato letto in aula dal vicepresidente del Consiglio Comunale Andrea Recalcati. Il testo ripercorre le tappe della protesta, partendo dall’uccisione della giovane Mahsa Jina Amini nel 2022 fino alla nuova ondata di manifestazioni scatenate a fine 2025 dalla devastante crisi economica e dalla svalutazione del Rial.
La mozione sottolinea come la repressione abbia causato, secondo le stime, oltre 30.000 morti, tra esecuzioni capitali, torture e detenzioni di massa. Il Consiglio Comunale ha ribadito che i principi discriminatori introdotti dal regime nei confronti di donne, minoranze religiose e persone omosessuali sono incompatibili con i valori di libertà e dignità umana sostenuti dalla Costituzione Italiana e dallo Statuto Comunale.
Impegni istituzionali e messaggi alla cittadinanza
In linea con gli impegni assunti, dal 4 febbraio 2026 i videowall del Comune di Rho riproducono l’immagine della bandiera iraniana accompagnata dalla scritta “Free Iran”. Tra le azioni previste figurano anche:
- l’organizzazione di un convegno patrocinato dal Comune per diffondere la storia della resistenza iraniana;
- la promozione del Servizio Accoglienza e Integrazione per chi richiede protezione internazionale;
- la trasmissione formale dell’atto al Governo italiano, alle istituzioni europee e all’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran in Italia.
L’Amministrazione, guidata dal sindaco Andrea Orlandi, si è impegnata inoltre a sollecitare gli enti preposti affinché l’Italia prosegua, insieme all’Europa, nella richiesta di liberazione immediata dei prigionieri politici. Attraverso questa iniziativa, Rho si unisce ufficialmente al fronte internazionale che chiede la fine della violenza come strumento di repressione del dissenso politico e la garanzia del diritto fondamentale all’informazione.
