In occasione del 10 febbraio, la città di Rho ha celebrato il Giorno del Ricordo, istituito per onorare la memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. La ricorrenza, che segna l’anniversario dei trattati di pace di Parigi del 1947, rappresenta un momento di profonda riflessione collettiva su una delle pagine più dolorose della storia nazionale del Novecento.
La cerimonia istituzionale in via Borromeo
Le celebrazioni sono iniziate in mattinata sulla collina di via Federico Borromeo, presso la lapide dedicata alle vittime. Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco Andrea Orlandi, il presidente del Consiglio comunale Calogero Mancarella, l’assessore alla Legalità Nicola Violante e diversi consiglieri comunali, insieme ai rappresentanti delle forze dell’ordine e delle associazioni d’arma. Presente anche Carmen Meloni, vicepresidente di ANED Milano.
Dopo la posa della corona e l’onore ai caduti eseguito dal trombettista del Corpo Musicale Santa Cecilia di Passirana, la cerimonia è proseguita con approfondimenti storici e letture di testimonianze dirette. I brani selezionati hanno ripercorso le sofferenze vissute nei campi profughi e la distruzione del tessuto sociale delle terre assegnate alla ex Jugoslavia, evidenziando la ferita ancora aperta nella storia del Paese.
Abdon Pamich: dalle foibe all’oro olimpico
Le commemorazioni proseguono in serata, alle ore 21.00, presso il Teatro Civico de Silva con lo spettacolo “La grande storia di Abdon Pamich – Dalle foibe alla medaglia d’oro olimpica”. L’opera, interpretata da Davide Giandrini e realizzata con la collaborazione del Gruppo Bracco, narra l’eccezionale vita dell’atleta fuggito da Fiume a soli dodici anni insieme al fratello.
La vicenda di Pamich, campione olimpico nella marcia, assume un significato particolare durante lo svolgimento dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina. La sua parabola umana testimonia come i valori dello sport possano rappresentare uno strumento di riscatto e di superamento dei traumi legati alle persecuzioni e all’esilio.
Il monito del sindaco Orlandi
Nel suo discorso ufficiale, il sindaco Andrea Orlandi ha sottolineato come la memoria debba essere un elemento di unione e non di divisione. Il primo cittadino ha invitato a mettere l’umanità al centro dell’analisi storica, riflettendo sulle migliaia di famiglie costrette ad abbandonare affetti e certezze. Richiamando lo spirito olimpico, Orlandi ha auspicato che il rispetto reciproco tra diverse culture, tipico degli atleti in competizione, possa diventare un modello per i governanti delle nazioni, tracciando una rotta di pace per il futuro.
