Il rafforzamento del sistema sociosanitario locale approda in Consiglio Comunale a Cinisello Balsamo. Attraverso un ordine del giorno che sarà discusso nella seduta del 12 febbraio 2026, il Partito Democratico pone l’attenzione sull’operatività delle Case di Comunità, strutture nate per integrare i servizi sanitari con quelli del terzo settore e del Comune a favore delle fasce più fragili della popolazione.
Le criticità della sede di via Terenghi
Al centro dell’istanza politica vi è l’analisi della Casa di Comunità hub di via Terenghi. Secondo quanto dichiarato dalla vicecapogruppo Sara Scebba, la struttura a novembre 2025 risultava operativa solo all’85% rispetto agli standard previsti dalla normativa regionale. Tra le mancanze segnalate figurano servizi essenziali quali gli ambulatori infermieristici, la neuropsichiatria infantile, l’odontoiatria e lo sportello dedicato alle malattie rare.
La consigliera comunale Paola Gobbi ha inoltre sollevato il tema della mancata integrazione sociosanitaria: ad oggi non risulterebbe una compresenza strutturata tra gli assistenti sociali comunali e il personale di ASST Nord Milano e IPIS. Questa frammentazione, secondo l’opposizione, rischia di indebolire l’efficacia dei percorsi di cura per i pazienti cronici e gli anziani.
Le proposte: piena operatività e una nuova sede “spoke”
Le richieste presentate dal Partito Democratico, collegate al Bilancio e al Documento Unico di Programmazione, mirano a impegnare il Sindaco su tre fronti principali. In primo luogo, si sollecita il completamento dei servizi in via Terenghi entro giugno 2026, termine ultimo per i finanziamenti legati al PNRR. In seconda istanza, si chiede di favorire una reale unificazione dei servizi comunali e sanitari all’interno della medesima sede.
Infine, la proposta prevede l’avvio di un percorso per la realizzazione di una seconda Casa di Comunità di tipo “spoke”, da insediare nei quartieri di Sant’Eusebio o Crocetta. L’obiettivo è garantire una distribuzione più capillare dei servizi sul territorio, portando l’assistenza sanitaria di prossimità direttamente nelle zone più densamente popolate e distanti dal presidio principale.
