In occasione del Giorno del Ricordo, la comunità di San Donato Milanese si stringe attorno alla famiglia di Pasquale Carmignano per commemorare la tragica scomparsa del padre Nicola, vittima dei massacri del confine orientale. La storia di Nicola Carmignano rappresenta una testimonianza diretta del dramma vissuto da migliaia di italiani in Istria durante la Seconda Guerra Mondiale.
Originario di Castellaneta, Nicola si era trasferito in Istria per ragioni lavorative. Il 29 luglio 1943, all’età di 44 anni, l’uomo fu rapito dai partigiani jugoslavi mentre si recava a piedi verso l’abitazione del cognato. Di lui si persero le tracce fino alla tragica conferma del suo destino: fu ucciso e gettato nella foiba di Terli, condividendo la sorte di moltissimi connazionali vittime della violenza criminale dell’epoca.
L’istanza istituzionale del Sindaco Squeri
Per onorare solennemente questa memoria e dare un riconoscimento ufficiale al sacrificio di Nicola Carmignano, l’amministrazione comunale ha intrapreso un iter istituzionale formale:
- il sindaco Francesco Squeri ha ufficialmente accompagnato la richiesta dei familiari per il conferimento della medaglia commemorativa riservata ai congiunti delle vittime delle foibe;
- l’istanza è stata indirizzata a Palazzo Chigi, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, organo competente per l’assegnazione di tali onorificenze;
- l’iniziativa mira a restituire dignità storica alla vicenda personale di Nicola, inserendola nel percorso nazionale di memoria condivisa.
L’amministrazione ha sottolineato come la storia di Nicola Carmignano sia un monito per le future generazioni e un dovere morale per la città, affinché l’orrore delle foibe non venga mai dimenticato.
