La famiglia di Franco Baraldi ha donato al Comune di Rho due opere dell’artista rhodense, come annunciato in occasione della mostra allestita a Villa Burba. I quadri saranno collocati in spazi comunali, con l’obiettivo di renderli fruibili al pubblico e valorizzare il patrimonio culturale cittadino.
Le opere donate al Comune
Il dipinto “Periferia lombarda 1980” racchiude i temi centrali della ricerca artistica di Baraldi ed è stato consegnato la sera del 13 gennaio 2026 dai figli Marco e Fabio Baraldi. Accanto a questa opera, è stata donata anche la tela di dimensioni più contenute “Fabbriche in periferia” del 1979, destinata ad arricchire il patrimonio di Villa Burba, centro della cultura cittadina.
La cerimonia in aula consiliare
La famiglia Baraldi è stata accolta in aula consiliare dal sindaco Andrea Orlandi e dall’assessora alla Cultura Valentina Giro. Presenti anche alcuni amici del Rotary Club Milano Rho Fiera Centenario, che ha collaborato alla realizzazione della mostra, tra cui il presidente Simone Gandola, Giovanna Sellerio e Mauro Masperi.
Le parole del sindaco
«Con l’onorificenza civica conferita lo scorso 2 giugno – ha dichiarato il sindaco Andrea Orlandi – abbiamo voluto mettere in evidenza la ricerca costante, l’abilità tecnica e la passione di un artista di Rho che ha saputo valorizzare la città nelle proprie opere. Ringrazio Marco e Fabio Baraldi per questo dono: definiremo insieme la collocazione più adatta affinché l’opera possa richiamare la storia della città e dei suoi abitanti».
Il valore culturale delle donazioni
«A trent’anni dalla scomparsa di Franco Baraldi – ha aggiunto l’assessora Valentina Giro – la potenza delle sue opere rimane intatta. Raccontano storie e offrono spaccati di vita della Rho del suo tempo. Sono un dono prezioso per tutti i rhodensi e arricchiranno ulteriormente la collezione di Villa Burba».
Il ricordo dei figli
Marco e Fabio Baraldi hanno sottolineato il legame profondo tra l’artista e la città: «Rho è stata per nostro padre una fonte d’ispirazione continua. Le sue opere raccontano una città in trasformazione, fatta di lavoro, fabbriche e vita quotidiana. È bello pensare che il suo lavoro possa continuare a essere apprezzato anche dalle future generazioni».
