L’ospedale Niguarda di Milano si mobilita per rispondere all’emergenza seguita alla tragedia di Crans-Montana, in Svizzera. I vertici sanitari del nosocomio hanno illustrato il piano operativo predisposto per garantire la massima assistenza ai giovani italiani rimasti coinvolti nel drammatico evento.
La struttura ha attivato tempestivamente posti letto aggiuntivi e ha riorganizzato i turni del personale per gestire con la massima efficienza l’accoglienza e il successivo percorso terapeutico dei pazienti in arrivo dal territorio elvetico.
L’organizzazione del Niguarda
Il Centro ustioni di Niguarda ha ampliato la propria capacità ricettiva, arrivando a 16 posti letto, anche per pazienti che necessitano di ventilazione assistita, rispetto ai 12 abitualmente disponibili. Sono garantite, inoltre, terapie intensive e sale operatorie, in modo da poter accogliere già nella giornata di venerdì 2 gennaio 2026 altri quattro pazienti. La maggior parte dei giovani trasferiti o in arrivo è residente in Lombardia, tra Milano, Como e altre aree della regione. I trasferimenti avvengono esclusivamente sulla base della stabilità clinica e della possibilità di trasporto verso questo hub specialistico.
Alberto Zoli, direttore generale ASST Ospedale Niguarda
Operati alcuni giovani
Nella mattinata del 2 gennaio 2026 abbiamo operato uno dei tre giovani ricoverati, quello con la maggiore estensione di superficie corporea ustionata. Intervenire precocemente è fondamentale: il paziente è ora stabile ed è rientrato in terapia intensiva. Contiamo di rioperarlo per rimuovere completamente il tessuto necrotico ed evitare complicanze infettive.
Nel pomeriggio del 2 gennaio ci occuperemo della giovane paziente, che presenta una lesione importante a una mano. Le sale operatorie resteranno operative anche nel fine settimana per continuare gli interventi sui pazienti più gravi. Il terzo ragazzo, il meno grave, è in fase di medicazione e non necessita di intervento chirurgico. Per i pazienti ancora in Svizzera, attendiamo di valutarli direttamente per definire la gravità delle ustioni.
Franz Wilhelm Baruffaldi Preis, direttore Centro ustioni Ospedale Niguarda
Prima valutazione in shock room del Pronto soccorso
All’arrivo dei pazienti che giungono in elicottero viene effettuata una valutazione immediata nella shock room del Pronto soccorso. Si tratta di pazienti critici che necessitano di definire rapidamente l’estensione delle ustioni e di escludere traumi interni. Le TAC adiacenti alla shock room ci permettono di completare gli accertamenti in urgenza.
Abbiamo attivato équipe dedicate, composte da rianimatori, medici d’urgenza, chirurghi del trauma team, chirurghi plastici e specialisti del Centro ustioni. Nella gestione dei primi tre pazienti erano impegnati oltre 25 sanitari, con una risposta immediata e significativa da parte del personale.
Filippo Galbiati, direttore Medicina d’urgenza e Pronto soccorso del Niguarda
