Il cantiere del CASVA, il Centro Alti Studi per le Arti Visive al QT8, è ormai alle battute finali. La Giunta di Palazzo Marino ha recentemente approvato l’assegnazione della tranche conclusiva di finanziamenti, garantendo così il completamento dei lavori entro la fine dell’anno.
Un progetto di rigenerazione urbana
Il percorso di realizzazione del CASVA è iniziato nel 2017, grazie al progetto concepito dal gruppo di lavoro del DAStU – Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano, sotto la guida dell’architetto Mariella Brenna. L’obiettivo principale era trasformare il vecchio mercato comunale coperto di via Isernia, un edificio di rilevanza storica vincolato dal Ministero dei Beni Culturali, in un centro di eccellenza europeo per lo studio dell’architettura, dell’arte e del design del Novecento.
Milano valorizza il suo passato e lo porta nel futuro rigenerando luoghi che hanno perso da tempo la loro funzione. L’apertura di un nuovo polo culturale in un quartiere simbolo della storia urbanistica del Novecento, il Qt8, testimonia come la città stia crescendo in attrattività in ogni suo quartiere. Una città aperta, internazionale e orientata all’innovazione, come i grandi nomi del design e dell’architettura di cui il Casva preserva non solo la memoria ma il ruolo ancora attuale nella costante evoluzione di Milano.
Emmanuel Conte, assessore alle Risorse finanziarie, economiche e patrimoniali
Direzione dei lavori
Il progetto è stato ulteriormente ottimizzato dagli architetti Walter Patscheider e Corrado Serafini dello studio “Architetti per Milano”, con la gestione affidata a MM, che ha avviato i lavori nell’autunno del 2021. Durante lo sviluppo del progetto, sono state apportate diverse variazioni tecniche su richiesta della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Milano e della Soprintendenza Archivistica per la Lombardia, oltre ad altre modifiche dovute a imprevisti.
Dettaglio dei lavori
L’intervento riguarda un’area complessiva di 3.000 metri quadri. I due piani della vecchia struttura, situati nel quartiere sperimentale progettato da Piero Bottoni dopo la Seconda Guerra Mondiale, sono stati completamente ripristinati. Al piano terra, saranno disponibili aule per la cittadinanza e le associazioni locali, uno spazio accoglienza con bookshop, un’ampia caffetteria e uno spazio multifunzione di oltre 500 metri quadrati per mostre e convegni.
Il patrimonio documentale
Il cuore del CASVA sarà nel piano seminterrato, dove troverà sede il prezioso patrimonio documentale, attualmente ospitato al Castello Sforzesco. Questo nucleo raccoglie oltre trenta fondi e archivi di artisti, architetti e designer milanesi e lombardi, tra cui il Fondo Sambonet e l’Archivio professionale di Vittorio Gregotti. Con l’ultimazione dei lavori prevista per fine 2024, le attività di allestimento e collaudo si svolgeranno nei primi sei mesi del 2025, seguite dal trasferimento delle collezioni.
Un investimento importante
La recente delibera, che prevede un’ultima variante da 1 milione di euro, adegua il quadro economico generale fissando in 6,5 milioni di euro il valore finale dei lavori e in 9,1 milioni di euro la spesa complessiva dell’intervento, interamente finanziata dall’Amministrazione Comunale.
L’allestimento della sede del CASVA, con gli archivi del pensiero architettonico del miglior Novecento italiano, gli spazi collettivi della scuola elementare progettata da Arrigo Arrighetti e il recupero dell’ex padiglione espositivo costruito da Piero Bottoni in occasione della IX Triennale sono tre elementi importantissimi non solo per consolidare l’identità del quartiere, ma anche per realizzare uno dei baricentri culturali che questa Amministrazione sta creando in diverse e meno centrali zone della città. Un lavoro complesso e impegnativo che sta per dare i suoi frutti, a vantaggio non solo del quartiere, ma della città tutta.
Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura
