Cure palliative e innovazione: a Melegnano il convegno di Fondazione Castellini
Oltre cento professionisti al Castello Mediceo di Melegnano per il convegno sulle cure palliative promossa da Fondazione Castellini ETS

Oltre cento partecipanti tra medici, infermieri, operatori sanitari e volontari si sono dati appuntamento presso il Castello Mediceo di Melegnano per partecipare al convegno dal titolo «Costruire ponti di cura. L’evoluzione delle cure palliative tra esperienza, innovazione e qualità della vita», promosso da Fondazione Castellini ETS.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di approfondimento che l’ente ha dedicato nel corso del 2026 all’analisi dei bisogni assistenziali complessi e alla presa in carico delle fragilità sul territorio.
Il ruolo della rete di assistenza e i contributi della mattinata
Ad aprire i lavori è stato il presidente della Fondazione Castellini, Davide Reati, il quale ha evidenziato come l’assistenza debba basarsi sull’integrazione tra strutture residenziali (RSA), Hospice, professionisti e nuclei familiari, valorizzando l’esperienza storica dell’ente nel campo dei servizi sociosanitari.
La sessione mattutina, moderata dal giornalista Fabio Pizzul, ha visto il confronto tra relatori del panorama accademico e delle organizzazioni di settore sulle prospettive cliniche e gestionali delle cure palliative:
- Luca Moroni (Uneba Lombardia) e Lorenzo Chiesa (Fondazione Castellini);
- Giuseppe Bellelli (Università degli Studi di Milano-Bicocca) e Cristina Cornali (Società Italiana Cure Palliative);
- Matteo Crippa (Fondazione Floriani) e Antonio Sebastiano (LIUC).
Riflessioni etiche, caregiver e prospettive del settore
Nel corso del pomeriggio il dibattito ha ampliato il campo d’analisi alle dimensioni bioetiche, relazionali ed esistenziali del percorso di cura, grazie agli interventi delle psicologhe Silvia Donato e Marica Mulè, della palliativista Arianna Cozzolino, di don Paolo Fontana della Diocesi di Milano e di Emanuela Lucchi dell’associazione VIDAS.
I lavori sono stati arricchiti da un momento divulgativo curato dalla compagnia teatrale Il Vuoto Pieno, che ha interpretato alcuni estratti dal «Diario di Bordo dei caregiver» per dare voce alla testimonianza diretta delle famiglie impegnate nel percorso di assistenza.
