Meda, “Relazioni stonate”: adolescenti e famiglie a confronto sulla violenza di genere
Il 2 ottobre alla Sala Civica Radio incontro su violenza di genere, stalking e relazioni disfunzionali rivolto anche agli adolescenti.

Riconoscere i segnali di una relazione disfunzionale, imparare a dare valore alle proprie emozioni e trovare le parole per comunicare una situazione di disagio. Sono alcuni dei temi al centro di “Relazioni stonate – Contrastare la violenza di genere”, l’incontro organizzato dagli Amici della Medateca con il patrocinio della Città di Meda, in programma venerdì 2 ottobre alle 21.00 alla Sala Civica Radio.
L’iniziativa è rivolta in particolare a genitori, educatori e adolescenti dai 15 anni in su e punta ad affrontare il tema della violenza di genere partendo anche dalle dinamiche che possono manifestarsi all’interno delle relazioni affettive.
Come riconoscere una relazione che non è sana
Controllo, paura e sofferenza possono essere segnali di un rapporto problematico. Imparare a riconoscerli, soprattutto tra i più giovani, significa aumentare la consapevolezza e fornire strumenti utili per comprendere quando una relazione sta diventando disfunzionale e quando è necessario chiedere aiuto.
«Il 25 novembre non può essere l’unico giorno in cui parliamo di violenza sulle donne. È una data importante, perché ci ricorda la dimensione e la gravità di un fenomeno che attraversa la nostra società, ma la prevenzione non può essere affidata a una ricorrenza: si costruisce ogni giorno», sottolinea Mara Pellegatta, assessore alle Politiche Sociali.
Secondo l’assessore, è importante intervenire attraverso l’educazione e la capacità di individuare comportamenti che possono essere erroneamente interpretati come manifestazioni di amore o gelosia, ma che possono invece rappresentare segnali di controllo all’interno di una relazione.
Stalking, psicologia e prevenzione
La serata sarà costruita come una tavola rotonda nella quale si incontreranno esperienze e professionalità differenti. Parteciperanno Alessandra Pagani, autrice e vittima di stalking, Valentina Tollardo, psicologa e psicoterapeuta esperta di adolescenza, e Claudio Delpero, comandante della Polizia Locale di Meda.
A moderare il confronto sarà Roberto Ritondale, giornalista dell’ANSA.
Il tema sarà quindi affrontato da diverse prospettive: l’esperienza personale di chi ha vissuto una situazione di stalking, gli aspetti psicologici e le dinamiche che riguardano in particolare gli adolescenti e il punto di vista di chi, attraverso il proprio ruolo professionale, si trova ad affrontare concretamente episodi di violenza e disagio.
Un incontro rivolto anche agli adolescenti
Una particolare attenzione sarà riservata ai più giovani e al ruolo che possono avere famiglie ed educatori nel favorire relazioni basate sul rispetto e sulla libertà.
«È molto importante rivolgersi soprattutto agli adolescenti, alle famiglie e agli educatori: è attraverso questi contesti e queste figure che ragazze e ragazzi imparano a costruire le proprie relazioni e a dare un significato alle proprie esperienze», spiega Pellegatta.
«L’incontro “Relazioni stonate” nasce proprio da questa esigenza: non aspettare che il problema si manifesti, ma fornire prima gli strumenti per riconoscerlo. Significa aiutare i più giovani a capire che una relazione non deve limitare la libertà, generare paura o imporre controllo; significa soprattutto far sapere che, quando qualcosa non va, chiedere aiuto è possibile e che nessuno deve sentirsi solo».
Il libro “Resta solo la tua voce”
Durante la serata sarà presentato anche “Resta solo la tua voce” di Alessandra Pagani, romanzo edito da Morellini e liberamente ispirato a una storia vera. È previsto anche il firmacopie dell’autrice.
Il libro offrirà un ulteriore punto di partenza per affrontare i temi della violenza e dello stalking. All’incontro sarà presente anche Ilaria Petrosino della libreria Liberi Books di Meda.
«Il 25 novembre accende i riflettori sulla violenza, ma non può spegnerli il giorno dopo – conclude Pellegatta –. Il rispetto si costruisce ogni giorno, nelle relazioni, nelle parole e soprattutto nell’educazione. È lì che comincia la prevenzione».
