“Secondo Atto”, il progetto di Monza che unisce carcere, teatro e comunità

Il Festival partecipa alla campagna “Chi ben comincia”, dedicata ai progetti che prevengono fragilità e isolamento sociale.

Teatro carcere

Il teatro come strumento per creare relazioni, contrastare l’isolamento e avvicinare il carcere alla città. Anche “Secondo Atto. Festival di teatro carcere e comunità a Monza” partecipa a “Chi ben comincia. La comunità che previene”, la campagna nazionale promossa da Acri e Assifero, in programma dal 24 settembre al 1° ottobre.

L’iniziativa riunisce 150 progetti attivi in tutta Italia accomunati dall’obiettivo di rafforzare i legami sociali e la coesione delle comunità, intervenendo sulle situazioni di fragilità prima che possano trasformarsi in vere e proprie emergenze.

Il progetto monzese “Secondo Atto”

Tra le esperienze coinvolte nella campagna c’è dunque anche “Secondo Atto”, iniziativa del Comune di Monza e della Casa circondariale cittadina, realizzata dall’Associazione culturale Geniattori e dalla cooperativa sociale Le Crisalidi anche grazie al contributo della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza.

Il progetto è nato con l’obiettivo di utilizzare il teatro come strumento di inclusione sociale, partecipazione e responsabilizzazione, creando occasioni di incontro tra le persone detenute e la comunità cittadina.

La prima edizione del Festival si è svolta tra aprile e maggio 2026 con cinque appuntamenti dentro e fuori dalle mura della Casa circondariale, coinvolgendo anche esperienze teatrali provenienti da altri istituti penitenziari. Il percorso si è concluso al Teatro Binario 7.

Prevenire significa anche costruire relazioni

La partecipazione di “Secondo Atto” a “Chi ben comincia” pone l’accento su un concetto di prevenzione che non riguarda soltanto la risposta a un problema già emerso, ma la capacità di una comunità di ascoltare le fragilità, creare relazioni e costruire occasioni di partecipazione e inclusione.

È in questa prospettiva che si inserisce l’esperienza monzese: il carcere viene messo in relazione con il territorio attraverso il linguaggio teatrale, creando spazi nei quali persone detenute, operatori, realtà del Terzo settore e cittadini possono incontrarsi.

Il Comune di Monza, presentando il Festival nei mesi scorsi, aveva sottolineato proprio la volontà di rafforzare il legame tra l’istituzione penitenziaria e il territorio e di promuovere una concezione della pena orientata alla responsabilità, al cambiamento e al reinserimento sociale.

Una rete di 150 progetti in tutta Italia

La campagna “Chi ben comincia. La comunità che previene” vuole dare visibilità fino al 1° ottobre a 150 esperienze sostenute dalle Fondazioni e realizzate sui territori, accomunate dall’attenzione al benessere collettivo e dalla volontà di prevenire isolamento, solitudine e situazioni di fragilità.

 

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