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title: "Monza, chirurgia robotica al San Gerardo per una rara malformazione congenita"
url: "https://quindicinews.it/2026/08/24/monza-chirurgia-robotica-al-san-gerardo-per-una-rara-malformazione-congenita/"
published: "2026-08-24T10:54:21+02:00"
modified: "2026-08-24T12:48:38+02:00"
description: "Rimossa con chirurgia robotica una massa di 5 centimetri in una giovane con Sindrome di Currarino, preservando la funzionalità."
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# Monza, chirurgia robotica al San Gerardo per una rara malformazione congenita

Un intervento ad alta complessità, eseguito con la **chirurgia robotica di ultima generazione**, ha permesso ai medici della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza di rimuovere integralmente una neoformazione di circa 5 centimetri in una giovane donna affetta da **Sindrome di Currarino**, rara malformazione congenita che interessa circa una persona su un milione.

La massa era localizzata nello spazio retro-rettale, una zona anatomica particolarmente delicata. La paziente, che aveva partorito appena cinque mesi prima, era già stata sottoposta in passato a un intervento chirurgico che aveva consentito soltanto l’asportazione parziale della lesione. Questa volta la massa è stata rimossa completamente, **senza compromettere la funzionalità dell’organo**.

## Cos’è la Sindrome di Currarino

La Sindrome di Currarino è una rara malformazione presente dalla nascita e può essere caratterizzata da tre differenti alterazioni: un difetto dell’osso sacro, una massa davanti al sacro e un’anomalia della regione ano-rettale. Nel caso della giovane operata al San Gerardo, la massa era una **cisti della doccia caudale, o tailgut cyst**.

Le tre alterazioni non sono necessariamente presenti contemporaneamente. Per questo la patologia può essere diagnosticata soltanto in età adulta, a volte casualmente oppure in seguito alla comparsa di sintomi poco specifici, tra cui dolore pelvico, stitichezza e sensazione di peso nella pelvi.

Sebbene nella maggior parte dei casi la lesione sia benigna, la massa presacrale deve essere rimossa completamente: se non trattata può infatti andare incontro a infezione, aumentare progressivamente di dimensioni o degenerare in forma tumorale.

## Una zona anatomica particolarmente delicata

La posizione della neoformazione rendeva l’intervento particolarmente complesso. Lo spazio retro-rettale si trova subito dietro la giunzione tra retto e canale anale ed è caratterizzato dalla presenza di delicate strutture vascolari e nervose.

«Il nodulo si trovava in una regione anatomica particolarmente insidiosa», spiega il **dottor Mauro Totis, responsabile della struttura semplice di Chirurgia colorettale della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori**. Un approccio chirurgico tradizionale, sottolinea lo specialista, avrebbe comportato il rischio di danneggiare la parete rettale o i meccanismi alla base della continenza. «L’esperienza chirurgica e la tecnologia robotica con la sua precisione millimetrica ci ha permesso di ottenere la radicalità dell’asportazione e l’integrità dell’organo».

## Il ruolo della chirurgia robotica

La piattaforma robotica ha consentito di raggiungere lo spazio presacrale attraverso un **accesso mininvasivo** e di operare con un’elevata precisione. Gli strumenti robotici dispongono infatti di articolazioni con maggiori gradi di libertà rispetto alla mano umana e sono abbinati a una visione tridimensionale ad alta definizione.

Queste caratteristiche hanno consentito ai chirurghi di **separare la massa dal piano rettale con margini di sicurezza millimetrici** e di individuare e preservare le strutture nervose pelviche, fondamentali per le funzioni intestinale, urinaria e sessuale. È stato inoltre possibile evitare l’apertura o la resezione della parete rettale, mantenendo intatta la continuità dell’organo.

## Recupero rapido dopo l’intervento

L’operazione si è conclusa **senza complicanze**. Il decorso post-operatorio è stato regolare e di pochi giorni, seguito da un rapido recupero della paziente.

Il risultato evidenzia i vantaggi dell’approccio mininvasivo robotico anche sul fronte del recupero: minor dolore, una degenza più breve e una ripresa più veloce delle normali attività quotidiane.

Il caso affrontato al San Gerardo mostra inoltre le potenzialità della chirurgia robotica nel trattamento di **patologie rare e anatomicamente complesse**, nelle quali la completa asportazione della lesione deve essere accompagnata dalla tutela della funzionalità degli organi e della qualità di vita del paziente.

L’esperienza maturata dall’Ospedale San Gerardo nella chirurgia colorettale mininvasiva e robotica permette di affrontare questi casi attraverso un approccio multidisciplinare, con particolare attenzione alla sicurezza e alla qualità di vita della persona.
