Monza, chirurgia robotica al San Gerardo per una rara malformazione congenita

Rimossa con chirurgia robotica una massa di 5 centimetri in una giovane con Sindrome di Currarino, preservando la funzionalità.

Monza chirurgia san gerardo

Un intervento ad alta complessità, eseguito con la chirurgia robotica di ultima generazione, ha permesso ai medici della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza di rimuovere integralmente una neoformazione di circa 5 centimetri in una giovane donna affetta da Sindrome di Currarino, rara malformazione congenita che interessa circa una persona su un milione.

La massa era localizzata nello spazio retro-rettale, una zona anatomica particolarmente delicata. La paziente, che aveva partorito appena cinque mesi prima, era già stata sottoposta in passato a un intervento chirurgico che aveva consentito soltanto l’asportazione parziale della lesione. Questa volta la massa è stata rimossa completamente, senza compromettere la funzionalità dell’organo.

Cos’è la Sindrome di Currarino

La Sindrome di Currarino è una rara malformazione presente dalla nascita e può essere caratterizzata da tre differenti alterazioni: un difetto dell’osso sacro, una massa davanti al sacro e un’anomalia della regione ano-rettale. Nel caso della giovane operata al San Gerardo, la massa era una cisti della doccia caudale, o tailgut cyst.

Le tre alterazioni non sono necessariamente presenti contemporaneamente. Per questo la patologia può essere diagnosticata soltanto in età adulta, a volte casualmente oppure in seguito alla comparsa di sintomi poco specifici, tra cui dolore pelvico, stitichezza e sensazione di peso nella pelvi.

Sebbene nella maggior parte dei casi la lesione sia benigna, la massa presacrale deve essere rimossa completamente: se non trattata può infatti andare incontro a infezione, aumentare progressivamente di dimensioni o degenerare in forma tumorale.

Una zona anatomica particolarmente delicata

La posizione della neoformazione rendeva l’intervento particolarmente complesso. Lo spazio retro-rettale si trova subito dietro la giunzione tra retto e canale anale ed è caratterizzato dalla presenza di delicate strutture vascolari e nervose.

«Il nodulo si trovava in una regione anatomica particolarmente insidiosa», spiega il dottor Mauro Totis, responsabile della struttura semplice di Chirurgia colorettale della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori. Un approccio chirurgico tradizionale, sottolinea lo specialista, avrebbe comportato il rischio di danneggiare la parete rettale o i meccanismi alla base della continenza. «L’esperienza chirurgica e la tecnologia robotica con la sua precisione millimetrica ci ha permesso di ottenere la radicalità dell’asportazione e l’integrità dell’organo».

Il ruolo della chirurgia robotica

La piattaforma robotica ha consentito di raggiungere lo spazio presacrale attraverso un accesso mininvasivo e di operare con un’elevata precisione. Gli strumenti robotici dispongono infatti di articolazioni con maggiori gradi di libertà rispetto alla mano umana e sono abbinati a una visione tridimensionale ad alta definizione.

Queste caratteristiche hanno consentito ai chirurghi di separare la massa dal piano rettale con margini di sicurezza millimetrici e di individuare e preservare le strutture nervose pelviche, fondamentali per le funzioni intestinale, urinaria e sessuale. È stato inoltre possibile evitare l’apertura o la resezione della parete rettale, mantenendo intatta la continuità dell’organo.

Recupero rapido dopo l’intervento

L’operazione si è conclusa senza complicanze. Il decorso post-operatorio è stato regolare e di pochi giorni, seguito da un rapido recupero della paziente.

Il risultato evidenzia i vantaggi dell’approccio mininvasivo robotico anche sul fronte del recupero: minor dolore, una degenza più breve e una ripresa più veloce delle normali attività quotidiane.

Il caso affrontato al San Gerardo mostra inoltre le potenzialità della chirurgia robotica nel trattamento di patologie rare e anatomicamente complesse, nelle quali la completa asportazione della lesione deve essere accompagnata dalla tutela della funzionalità degli organi e della qualità di vita del paziente.

L’esperienza maturata dall’Ospedale San Gerardo nella chirurgia colorettale mininvasiva e robotica permette di affrontare questi casi attraverso un approccio multidisciplinare, con particolare attenzione alla sicurezza e alla qualità di vita della persona.

 

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