Mostre a Milano: al PAC l’esposizione sui trent’anni dalla strage di via Palestro

Fino al 13 settembre 2026 il PAC di Milano ospita "Performing Pac". Una grande mostra tra le opere di Kurt Schwitters e l'arte contemporanea

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Un traguardo storico che unisce la memoria civile alla più raffinata ricerca artistica internazionale. Rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 13 settembre 2026 la nuova attesissima edizione di Performing Pac, l’ormai consolidato format espositivo del Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano. La rassegna di quest’anno si intitola significativamente “These fragments I have shored against my ruins”.

Ideato originariamente nel 2018 e curato quest’anno da Silvia Bignami, Iolanda Ratti e Diego Sileo, il format agisce come una vera e propria “performance” dello spazio espositivo di via Palestro, rimettendo in scena una memorabile mostra storica del passato per attualizzarne i temi portanti attraverso il coinvolgimento diretto di importanti interpreti della scena contemporanea.

Il trentennale della ricostruzione (1996-2026) dopo la strage di via Palestro

L’edizione 2026 assume un valore simbolico e civile profondissimo: cade infatti il trentesimo anniversario della ricostruzione e riapertura del PAC (avvenuta il 16 luglio 1996) dopo la tragica distruzione causata dall’attentato mafioso del 27 luglio 1993. Il focus della rassegna ruota proprio attorno al concetto cardine del “costruire con le macerie”, trasformando le sale in un organismo vivo che ricorda, si muove e metabolizza il proprio passato.

“Con ‘Performing Pac’ quest’anno celebriamo i trent’anni dalla riapertura del Padiglione d’Arte Contemporanea avvenuta il 16 luglio 1996 dopo la ricostruzione resa necessaria dall’attentato di via Palestro. Da questo anniversario nasce un progetto che invita artisti e artiste contemporanei a riflettere sul significato della ricostruzione, non solo come recupero di un edificio, ma come processo culturale, sociale e simbolico. La rinascita del Pac ha trasformato una ferita collettiva in uno spazio di produzione culturale, incontro e immaginazione. Oggi questa storia continua con una mostra che mette al centro l’idea di ‘costruire con le macerie’: un tema che si ritrova anche nella Project Room dedicata a Ignazio Gardella, autore del progetto di ricostruzione dell’edificio.
Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura

Da Kurt Schwitters ai sette maestri dell’arte contemporanea

Il “flashback storico” scelto dai curatori come punto di partenza è la grande mostra del 2001 che Milano dedicò a Kurt Schwitters, maestro indiscusso del Dadaismo e pioniere delle tecniche di assemblaggio. All’interno del percorso sono esposte quattro rarissime opere di Schwitters (i collage Mz 253 Herz, Für Glaserherz (!Anna Blume?), King e il rilievo Grasmere), provenienti da lungimiranti collezioni private milanesi.

Partendo dalle parole chiave della poetica di Schwitters – accumulo, montaggio, stratificazione di materiali e sovrapposizione di significati – sono stati invitati sette artisti contemporanei a dialogare con le sue opere:

  • Jacopo Benassi e John Bock;
  • Gabriella Ciancimino e Roberto Cuoghi;
  • Thomas Hirschhorn, Lucia Marcucci e Mika Rottenberg.

Il percorso è arricchito dal supporto di Arsenalia e dallo storico sponsor annuale del PAC, Tod’s.

La Project Room: un focus sull’architettura di Ignazio Gardella

In perfetto dialogo con la mostra principale, la Project Room del padiglione accoglie l’approfondimento intitolato “Architettura alla prova. Il Pac di Ignazio Gardella”. La sezione indaga il complesso processo progettuale e i disegni tecnici utilizzati dal celebre architetto per ricostruire l’edificio mantenendone intatto il valore razionalista.

Questa sezione speciale è realizzata grazie al contributo del main sponsor Esselunga, che già nel 1993 contribuì finanziariamente alla ricostruzione post-attentato e che oggi intende celebrare lo storico legame professionale tra il proprio fondatore, Bernardo Caprotti, e lo stesso Ignazio Gardella, firmando la progettazione di numerose sedi commerciali del gruppo d’identità milanese.

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