AVS San Donato Milanese sull’abbattimento dei cedri
L'intervento delle liste civice Alleanza Verdi Sinistra dopo la decisione di abbattere un doppio filare di cedri presenti nel centro di via Europa 20

Riceviamo e pubblichiamo il Comunicato stampa di AVS San Donato Milanese
Siamo contrari all’abbattimento avvenuto tra ieri e oggi di un doppio filare di cedri presenti nel centro della nostra città nel condominio di via Europa 20, a poca distanza dalla scuola primaria di via Europa e dalla scuola media di via Gramsci. Ancora una volta l’amministrazione comunale ha scelto la strada più semplice: assistere al taglio, invece di studiare seriamente soluzioni alternative per salvare, curare, me<ere in sicurezza e conservare alberi che rappresentavano un patrimonio storico, ambientale e paesaggistico della nostra città.
Quelli abbattuti non erano semplici alberi. Erano cedri cresciuti nel corso di decenni, parte integrante dell’identità di San Donato Milanese, capaci di offrire ombra, assorbire anidride carbonica, mitigare il calore urbano, ospitare biodiversità e migliorare la qualità della vita dei cittadini.
In un tempo segnato dalla crisi climatica, ogni grande albero adulto è una risorsa preziosa che dovrebbe essere protetta con la massima attenzione, non sacrificata con leggerezza.
Dichiarano Iris Balestri, Marco Pagliotta e Simona Rullo di AVS San Donato Milanese: “Chiediamo innanzitutto trasparenza. Esiste il parere scritto preventivo dello Sportello del Verde? Esiste una relazione botanica e fitosanitaria che giustificasse irrimediabilmente l’abbattimento? Sono state valutate tutte le alternative possibili prima di procedere al taglio? Come mai nel recente passato quel gruppo di alberi era stato preservato e oggi invece è stato abbattuto in fretta e furia senza nemmeno prevedere approfondimenti ed eventuali controperizie? È stato approvato un vero piano di sostituzione, con alberi adeguati in numero, grandezza e specie, tanto da poter o:enere immediatamente le stesse funzioni benefiche degli alberi abbattuti e non trovarci di fronte a piccole piantine o a un ripristino del tutto simbolico?”
La questione è ancora più grave perché l’abbattimento di così tanti alberi è avvenuto in pieno periodo di nidificazione dell’avifauna. La Direttiva 2009/147/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio sulla conservazione degli uccelli selvatici impone specifiche misure di tutela, vietando la distruzione dei nidi e il disturbo degli uccelli durante il periodo riproduttivo quando ciò possa comprometterne la conservazione. Nel nostro caso, la direttiva comunitaria e la conseguente legislazione nazionale sembrano essere state del tutto ignorate. Per questo chiediamo che l’Amministrazione renda pubbliche le verifiche effettuate prima dell’intervento. È stata accertata e documentata l’assenza di nidi, covate o fauna protetta? Sono stati acquisiti tutti i necessari pareri tecnici su come intervenire? Sono state adottate tutte le precauzioni previste dalla normativa europea e nazionale?
Proseguono Iris Balestri, Marco Pagliotta e Simona Rullo: “A San Donato Milanese vige un Regolamento del Verde che ha come primo obiettivo la tutela del patrimonio arboreo comunale. Non può essere un documento da citare soltanto quando fa comodo al politico di turno per parlare dell’importanza dell’ambiente. Sul territorio comunale ha valore di legge e deve essere uno strumento concreto per salvaguardare i nostri alberi, un patrimonio che ci invidiano in tantissime altre città e territori. Invece, un taglio così grave come quello di questi giorni è avvenuto nel silenzio dell’amministrazione comunale, con l’assessore all’Ambiente, il vicesindaco Carlo Barone che, interpellato, ha candidamente dovuto ammettere di non saperne nulla.”
San Donato non può continuare a perdere alberi come se fossero arredo urbano sostituibile. Gli alberi sono storia, ombra, salute e futuro. E nessuna compensazione, ammesso che venga realizzata, potrà restituire alla città il valore ambientale, ecologico, paesaggistico e storico di cedri maturi che hanno impiegato decenni per crescere.
L’abbattimento di questi cedri non rappresenta soltanto la perdita di alcuni alberi. Rappresenta una precisa idea di città: una città nella quale il patrimonio verde viene considerato sacrificabile, anche mentre gli effetti della crisi climatica diventano ogni anno più evidenti e impongono risorse economiche e professionalità qualificate per proteggere e valorizzare ogni grande albero esistente.
È il segno di un’Amministrazione che, ancora una volta, dimostra di non avere una vera cultura della tutela del territorio e del patrimonio verde cittadino.
Per questo noi di AVS San Donato riteniamo che l’Assessore all’Ambiente Carlo Barone debba assumersi la responsabilità politica di quanto accaduto e dimettersi.
La domanda che oggi molti cittadini si pongono è semplice: a cosa serve un Assessore al Verde che non difende il verde? A cosa serve un Assessore all’Ambiente che non si ba9e per conservare gli alberi più importanti e preziosi della città?
Chi ricopre quel ruolo dovrebbe essere il primo custode del patrimonio arboreo di San Donato Milanese, il primo a cercare soluzioni per salvarlo, il primo a pretendere il massimo rigore e la massima trasparenza invece di assistere immobile all’abbattimento. Se viene meno questa missione fondamentale, viene meno anche la ragione politica per continuare a ricoprire quell’incarico.
Alberi imponenti, cresciuti per decenni nel nostro centro città sono stati distrutti in poche ore e i benefici che producevano non torneranno più. Le responsabilità politiche, invece, restano, anche quelle di aver del tutto depotenziato l’Ufficio Ambiente del nostro Comune.
San Donato merita amministratori che considerino il verde urbano una risorsa strategica per il futuro della città, non un ostacolo di cui liberarsi quando diventa più semplice tagliare che tutelare.
