Milano: si conclude “+Pari-Pare”, il progetto del Comune per la salute mentale dei giovani
Si conclude il progetto sperimentale di ascolto e supporto tra pari dai 18 ai 35 anni: rinasce il benessere psicologico nei quartieri di Milano

La cura del benessere psicologico dei giovani, la lotta all’isolamento sociale e il superamento dello stigma legato al disagio emotivo si consolidano attraverso nuove pratiche di welfare di comunità. Nel capoluogo lombardo giunge a compimento un’importante sperimentazione biennale che ha messo al centro l’ascolto reciproco, dimostrando l’efficacia dei percorsi di condivisione e supporto tra coetanei.
Si conclude la sperimentazione del progetto “+Pari-Pare”
Costruire spazi protetti di confronto e ascolto dedicati alla salute mentale, all’interno dei quali i giovani adulti di età compresa tra i 18 e i 35 anni possano condividere liberamente esperienze e difficoltà quotidiane con i propri pari. È questo l’obiettivo principale con cui è nato “+Pari-Pare”, il progetto che ha ufficialmente concluso il proprio percorso sperimentale biennale, avviato nel 2024 dal Comune di Milano insieme a una fitta rete di partner specializzati del territorio.
L’iniziativa è stata promossa dalla Direzione Progetto Promozione Giovanile e Transizione Scuola-Lavoro di Palazzo Marino, sviluppata in stretto partenariato operativo con l’associazione Progetto Itaca e la cooperativa Coesa, e realizzata grazie al contributo economico e strategico della Fondazione di Comunità Milano e dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia.
Per illustrare nel dettaglio i risultati raggiunti e avviare una riflessione strutturata sui bisogni emergenti della cittadinanza, la Casa della Psicologia ha ospitato ieri un momento pubblico di restituzione e bilancio aperto a tutti i partner e alle realtà impegnate sul fronte del benessere giovanile.
Gruppi non clinici guidati da 13 volontari formati
Il vero fulcro dell’intera progettazione è stato rappresentato dai gruppi di supporto tra pari (peer support), intesi come spazi del tutto informali e rigorosamente non clinici. Gli incontri si sono articolati in cinque moduli tematici e sono stati ospitati in modo diffuso all’interno di quattro note sedi cittadine:
- Lo spazio culturale BASE Milano e la Biblioteca Affori;
- Il CAM Turro e lo spazio delle Politiche giovanili del Comune Open Casello, quest’ultimo sede degli ultimi moduli del percorso.
A guidare e facilitare le sessioni di gruppo non sono stati professionisti sanitari, bensì tredici giovani volontari. I ragazzi hanno seguito un intenso percorso preliminare di formazione teorica e affiancamento pratico curato dagli enti partner, acquisendo competenze specifiche relative all’ascolto attivo, alla comunicazione non giudicante, al contrasto dello stigma sociale e alla profonda conoscenza della rete dei servizi territoriali a cui indirizzare i casi più complessi.
Accanto ai gruppi di parola, “+Pari-Pare” ha parallelamente promosso ben 17 iniziative pubbliche di sensibilizzazione. Per intercettare la sensibilità dei partecipanti sono stati utilizzati linguaggi artistici ed espressivi differenziati, quali la danza, il canto, il teatro e la scrittura terapeutica, oltre a workshop mirati su tematiche delicate come le neurodivergenze, l’elaborazione del lutto e la fertilità.
Le dichiarazioni di Martina Riva e Valentina Di Mattei
Occuparsi della salute mentale dei giovani significa impattare direttamente sulle loro relazioni, sullo studio, sul lavoro e sulla capacità di affrontare i cambiamenti. Con questo progetto abbiamo sperimentato un modello semplice ma fortemente innovativo basato sulla fiducia reciproca. In questi due anni abbiamo visto ragazze e ragazzi creare legami veri e costruire spazi sicuri in cui sentirsi accolti senza il timore di essere giudicati. È un risultato prezioso che ci spinge a continuare su questa strada.
Martina Riva, assessora alle Politiche GiovaniliIl benessere psicologico si costruisce attraverso la partecipazione e il senso di appartenenza a una comunità. La prevenzione si realizza creando occasioni di incontro che consentano di riconoscere precocemente i bisogni, prima che il disagio si consolidi. È fondamentale che chiedere aiuto non sia vissuto come un limite ma come una risorsa. Come Ordine stiamo lavorando per rendere la psicologia sempre più vicina alle persone, costruendo reti capaci di accompagnare le nuove generazioni nelle fasi più delicate della vita adulta.
Valentina Di Mattei, Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia
