Progetti SAI e case sfitte a Cerro, incontro pubblico
Sabato 20 giugno il Parco di Cerro ospita la Giornata del Rifugiato. Un incontro sui progetti SAI con Assemi, Il Melograno e degustazioni etniche

L’integrazione, il dialogo interculturale e l’accoglienza consapevole si danno appuntamento nel polmone verde del territorio. Una serata speciale pensata per far incontrare la cittadinanza con i professionisti del terzo settore e con le famiglie che hanno scelto di ricostruire il proprio futuro all’interno della comunità locale.
Incontro informativo al Parco di viale Europa
In occasione della ricorrenza della Giornata mondiale del Rifugiato, la comunità locale si mobilita per accendere i riflettori sulle politiche di inclusione sociale. L’appuntamento con la manifestazione pubblica è fissato per il pomeriggio di sabato 20 giugno 2026, a partire dalle ore 18:00.
La cittadinanza è calorosamente invitata a riunirsi presso il Parco di Cerro al Lambro, con ingresso situato in viale Europa. L’evento si configurerà come un importante momento informativo e di confronto, finalizzato a far conoscere nel dettaglio i progetti di accoglienza che vengono attuati con successo da diversi anni sul territorio grazie alla stretta sinergia tra l’azienda speciale Assemi e gli operatori della Cooperativa Il Melograno.
I progetti SAI e le opportunità per i proprietari di case
L’incontro rappresenterà una vetrina cruciale per illustrare i meccanismi del SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione), un modello che non solo assiste i beneficiari ma offre risvolti interessanti per l’economia locale:
- I progetti SAI costituiscono un’opportunità concreta per tutti i cittadini proprietari di un alloggio sfitto o inutilizzato sul territorio;
- Gli immobili possono essere messi formalmente a disposizione delle reti di accoglienza, beneficiando in cambio di importanti e strutturate garanzie sia di natura economica sia sotto il profilo contrattuale.
Testimonianze dirette e degustazione di piatti tipici
Oltre agli aspetti tecnici e burocratici, la serata darà ampio spazio alla dimensione umana e relazionale. I partecipanti avranno la possibilità di conoscere di persona gli operatori sociali e i mediatori culturali che lavorano quotidianamente dietro le quinte di questi delicati progetti.
Il momento centrale sarà dedicato all’ascolto delle testimonianze dirette e dei racconti di vita vissuta da parte di alcune famiglie rifugiate che hanno preso parte attiva al percorso di inserimento. A coronamento dello scambio culturale, le stesse famiglie offriranno ai presenti un momento di convivialità culinaria, facendo degustare alcuni piatti tipici e ricette tradizionali dei loro paesi d’origine, trasformando il cibo in uno strumento di conoscenza reciproca e abbattimento dei pregiudizi.
