Legge speciale per Milano: Regione e Comuni aprono il tavolo sui nuovi poteri metropolitani
Incontro a Palazzo Pirelli tra Commissioni regionali, Comune di Milano, Anci e Cal sul progetto di legge speciale per Milano e l'area metropolitana

Il dibattito sul futuro assetto istituzionale del capoluogo lombardo e della sua vasta area urbana entra in una fase cruciale di concertazione. Palazzo Pirelli ha ospitato un importante tavolo di confronto per analizzare la fattibilità di una legge speciale che ridefinisca poteri, competenze e risorse per la metropoli, in un delicato equilibrio con la Regione e le realtà comunali minori.
Commissioni regionali a confronto con Comune, Anci e Cal
Le commissioni consiliari Affari Istituzionali, presieduta da Matteo Forte (FdI), e Speciale Autonomia, guidata da Giovanni Malanchini (Lega), si sono riunite in seduta congiunta per audire i massimi rappresentanti del Comune di Milano, di Anci Lombardia e del Consiglio delle Autonomie Locali (CAL). Al centro del dibattito, la stesura di una potenziale proposta di legge da presentare al Parlamento per dotare Milano e la sua Città Metropolitana di strumenti amministrativi allineati alle grandi sfide globali.
L’iter, avviato nel febbraio scorso, è nato su impulso di una mozione della Lega approvata dall’Aula. L’obiettivo primario è il rafforzamento dei poteri dell’area metropolitana, ma l’incontro ha fatto emergere la grande complessità tecnica e politica dell’operazione.
Governance multilivello e lo spettro dei conflitti istituzionali
I diversi attori istituzionali hanno espresso pareri positivi sull’avvio del dialogo, pur evidenziando nodi strutturali da sciogliere con estrema cautela:
- La posizione di Anci Lombardia: Il presidente Mauro Guerra ha promosso il confronto, avvertendo però sulla necessità di una governance multilivello. «Ci sono diverse questioni aperte: la definizione di un perimetro, l’attribuzione di materie, il riparto di competenze, le risorse e la ricerca di un equilibrio con la Regione e con i Comuni più piccoli. Non vanno creati conflitti tra i tantissimi soggetti coinvolti»;
- La linea del Comune di Milano: Il Capo di Gabinetto del Sindaco, Filippo Barberis, ha invitato a lavorare su una bozza di testo concreta per verificare se esista lo spazio politico in Regione per una proposta unitaria e condivisa. Il Segretario generale del Comune, Antonio Sebastiano Purcaro, ha invece rimarcato l’esigenza di valorizzare la Città Metropolitana attraverso una strategia d’insieme che porti benefici diffusi, senza danneggiare gli altri enti locali;
- La tutela dei piccoli Comuni: Gianni Rossoni, a nome del CAL, ha posto l’accento sulla necessità di ridisegnare parallelamente l’intero modello organizzativo delle autonomie, affinché la crescita di Milano non finisca per penalizzare o isolare le realtà comunali di minori dimensioni.
I nodi della politica: alleanze parlamentari e tempi stretti
Il dibattito ha registrato una convergenza di massima tra le forze politiche, pur con sfumature strategiche differenti. Il consigliere Giulio Gallera (Forza Italia) ha richiamato la necessità di «una straordinaria alleanza per arrivare compatti in Parlamento», mentre Pietro Bussolati (Partito Democratico) si è detto fermamente favorevole a un modello di «autonomia differenziata a livello metropolitano».
A tracciare il bilancio operativo è stato infine il Presidente della Commissione Autonomia, Giovanni Malanchini (Lega). Pur riconoscendo che i tempi tecnici della legislatura sono estremamente stringenti per tagliare il traguardo di una legge nazionale, ha rivendicato il valore strategico del percorso: «Il lavoro in corso è molto importante e resta utile anche per lasciarlo in eredità alla prossima assemblea regionale e al prossimo Parlamento».
