Il Toro della Galleria Vittorio Emanuele II finisce sotto i ferri

E' partito il restauro del mosaico del Toro in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano. I lavori degli artigiani termineranno sabato mattina

milano toro restauro

Il simbolo della scaramanzia milanese per eccellenza si concede una necessaria “pausa di salute” per sanare i segni lasciati dall’affetto quotidiano di migliaia di visitatori. Il Comune di Milano ha dato il via a un delicato intervento di ripristino e restauro artigianale del celebre mosaico raffigurante il Toro rampante, situato sul pavimento dello splendido Ottagono all’interno della Galleria Vittorio Emanuele II.

Il cantiere nell’Ottagono: come rinasce il “rituale della fortuna”

Il motivo del deterioramento è noto a chiunque abbia passeggiato nel salotto buono di Milano: il continuo e incessante rito della giravolta sul tallone destro compiuto da cittadini e turisti come augurio di buona sorte. Questo sfregamento meccanico quotidiano ha letteralmente consumato le tessere rosa che compongono gli attributi dell’animale, scavando nel tempo un vero e proprio piccolo cratere nel pavimento storico.

I lavori sul campo sono entrati nel vivo oggi, giovedì 28 maggio 2026, e si svilupperanno attraverso un cantiere “aperto” e visibile al pubblico che circonderà l’opera d’arte, consentendo ai passanti di osservare le fasi delle lavorazioni che si concluderanno nella mattinata di sabato 30 maggio. La tabella di marcia prevede:

  • Fase 1 (Lunedì-Mercoledì): Attività preliminari in laboratorio, con la sagomatura e la preparazione manuale delle nuove tessere sostitutive basate rigorosamente sui disegni e i colori originali;
  • Fase 2 (Giovedì): Allestimento del micro-cantiere nell’Ottagono e rimozione meccanica delle parti ammalorate e del cemento degradato, scendendo fino a una profondità di almeno 2,5 centimetri dal piano di calpestio;
  • Fase 3 (Venerdì-Sabato): Consolidamento della base, posa manuale delle nuove tesserine, stuccatura dei giunti e levigatura finale per livellare perfettamente il mosaico.

Un patrimonio vivo consumato dall’amore dei turisti

L’ultimo restauro strutturale del Toro risaliva al settembre del 2017. L’importanza di preservare l’integrità del monumento senza però snaturare le usanze popolari è stata rimarcata in una nota congiunta da Emmanuel Conte (assessore al Demanio) e Marco Granelli (assessore alle Opere pubbliche):

Migliaia di persone al giorno, nel corso dei due ultimi mandati, hanno compiuto il famoso gesto della giravolta sul tallone. Il punto portafortuna della Galleria si è consumato inevitabilmente nel tempo. È arrivato, quindi, il momento di restituire al mosaico il suo aspetto originale, grazie a un attento intervento artigianale. La Galleria è a tutti gli effetti un patrimonio vivo, che può consumarsi proprio perché amato, frequentato e vissuto: noi ce ne prendiamo cura costantemente perché continui a esserlo.
Emmanuel Conte e Marco Granelli, assessori

Le origini ottocentesche del mito del Toro

Il rito scaramantico affonda le sue radici storiche nella seconda metà dell’Ottocento, nato originariamente tra i residenti milanesi come sberleffo ironico e poi trasformatosi in un pilastro della tradizione turistica globale. L’animale è inserito all’interno dello stemma araldico di Torino (raffigurato con il corpo rampante in campo azzurro), inserito nel pavimento della Galleria insieme ai blasoni di Milano, Roma e Firenze per omaggiare le capitali del neonato Regno d’Italia. Fu proprio il re Vittorio Emanuele II a posare la prima pietra del complesso monumentale nel lontano 1865.

Rimani aggiornato sulle notizie di Milano, seguici su Google News!
SEGUICI

Ricevi una email quando pubblichiamo la nuova edizione cartacea del QuindiciNews, con alcune notizie di approfondimento.

Ti invieremo una email per confermare il tuo indirizzo.