Pieve, finti Carabinieri al telefono: allerta truffe su armi e preziosi
Falsi Carabinieri al telefono a Pieve Emanuele: chiedono informazioni su armi e beni. L'invito delle autorità a non dare dati e chiamare subito il 112

Massima allerta a Pieve Emanuele per una nuova ondata di tentativi di truffa telefonica. Diverse segnalazioni sono giunte alle autorità locali riguardanti ignoti che, spacciandosi per appartenenti alle Forze dell’Ordine, cercano di estorcere informazioni sensibili ai residenti, con particolare riferimento al possesso di armi o altri beni di valore custoditi in casa.
Il modus operandi dei truffatori
I malviventi utilizzano toni autoritari e qualifiche ufficiali per carpire la fiducia delle vittime, spesso puntando sulla sorpresa o sul senso del dovere del cittadino. Le autorità locali e il Comando dell’Arma dei Carabinieri hanno smentito categoricamente l’avvio di qualsiasi campagna telefonica di questo tipo, precisando che le Forze dell’Ordine non richiedono mai telefonicamente dettagli su armi, preziosi o contante detenuti nelle abitazioni private.
Questo tipo di contatti è finalizzato esclusivamente a mappare le abitazioni per pianificare eventuali furti o per mettere in atto raggiri più complessi, spesso colpendo le fasce più fragili della popolazione, come gli anziani.
Vademecum di sicurezza: cosa fare
Per prevenire spiacevoli incidenti e proteggere la propria incolumità, l’Amministrazione comunale e le Forze dell’Ordine invitano i cittadini a seguire rigide norme di comportamento in caso di chiamate sospette:
- Non fornire dati: non comunicare mai generalità, informazioni su sistemi di sicurezza, presenza di armi o oggetti di valore;
- Interrompere la chiamata: non appena si intuisce la natura della telefonata, chiudere immediatamente la comunicazione senza dare spiegazioni;
- Chiamare il 112: contattare senza indugio il numero unico di emergenza per segnalare l’accaduto e fornire, se possibile, dettagli sul numero chiamante o sull’accento dell’interlocutore.
Si raccomanda vivamente di diffondere queste informazioni tra parenti, vicini e conoscenti, specialmente se appartenenti a fasce d’età avanzata, per creare una rete di protezione efficace contro queste attività illecite.
