Shaken Baby Syndrome: l’impegno dell’ospedale di Rho
L'ASST Rhodense promuove la prevenzione della Shaken Baby Syndrome con desk informativi. Dati e consigli per proteggere i neonati dai rischi dello scuotimento.

L’ASST Rhodense ha aderito alle Giornate Nazionali di prevenzione della “Shaken Baby Syndrome” (Sindrome del Bambino Scosso), tenutesi l’11 e il 12 aprile 2026. L’iniziativa, promossa da Simeup e Terre des Hommes in collaborazione con la Rete Ospedaliera per la prevenzione del maltrattamento infantile, ha visto l’allestimento di desk informativi presso l’ospedale di Rho per sensibilizzare la cittadinanza su un tema di estrema delicatezza e rilevanza clinica.
I numeri e la gravità della sindrome
La Sindrome del Bambino Scosso colpisce prevalentemente i neonati al di sotto dei 12 mesi di vita. Le statistiche evidenziano un’incidenza compresa tra 14,7 e 38,5 casi ogni 100.000 bambini, con conseguenze estremamente gravi: il tasso di mortalità si attesta tra il 25% e il 30%, mentre l’80% dei sopravvissuti riporta danni permanenti. La fragilità degli organi di un bambino di pochi mesi rende sufficienti anche solo pochi secondi di scuotimento per provocare lesioni irreversibili.
Prevenzione e supporto ai genitori
Dalle analisi cliniche emerge che, nella maggior parte dei casi, lo scuotimento non è un atto premeditato, bensì una reazione impulsiva a una condizione di forte stress. La stanchezza, la mancanza di sonno e la frustrazione derivante dall’incapacità di calmare il pianto prolungato del piccolo possono portare a sottovalutare la delicatezza del neonato. L’obiettivo dei desk informativi è stato quindi quello di contrastare la disinformazione, offrendo strumenti cognitivi e supporto per gestire i momenti di criticità nei primi mesi di vita del bambino.
