Stop alla sosta sui marciapiedi: posati 421 nuovi dissuasori a Milano
Il Comune di Milano ha installato 421 nuovi paletti dissuasori in acciaio per proteggere i marciapiedi dalla sosta selvaggia

Il Comune di Milano ha completato nelle ultime settimane l’installazione di 421 paletti dissuasori lungo diversi marciapiedi cittadini. L’intervento mira a contrastare il fenomeno della sosta irregolare e a restituire ai pedoni la piena fruibilità degli spazi pubblici, eliminando situazioni di potenziale pericolo causate dalle vetture che invadono vialetti e aree di transito.
Specifiche tecniche e finalità dell’intervento
I dissuasori, realizzati in acciaio con un’altezza di circa 80 centimetri, vengono installati nel manto stradale a una distanza di un metro l’uno dall’altro. Questa configurazione è stata studiata per impedire fisicamente l’accesso alle auto, preservando al contempo la sicurezza di anziani, genitori con passeggini e bambini. L’obiettivo dell’amministrazione è eliminare le barriere improprie create dai parcheggi in divieto, che spesso costringono i pedoni a percorsi alternativi rischiosi sulla carreggiata.
Il coinvolgimento dei Municipi e le zone interessate
La scelta delle località è avvenuta in stretta sinergia con i Municipi, dando priorità ai luoghi ad alta frequentazione. Tra le aree già interessate dalla posa figurano via Crivelli, piazza Erculea, via Rugabella, via Sant’Eufemia e piazza Stuparich. Ulteriori interventi sono stati realizzati in via Palmanova angolo Rovigo, via Vanzetti angolo Peroni, via Bonfadini, via Guerrieri Gonzaga e in via Rembrandt all’angolo con via Branca.
Le dichiarazioni dell’assessore Granelli
L’assessore alle Opere pubbliche, Marco Granelli, ha sottolineato l’importanza di queste azioni concrete: “dobbiamo fare di più per la sicurezza stradale e per la cura dello spazio pubblico. Queste installazioni nascono dalle richieste dirette dei cittadini e del territorio; proseguiremo questo lavoro in collaborazione con i Municipi per dare risposte pratiche alle necessità della comunità”.
