A cinque anni dalla tragica scomparsa di Luca Attanasio, l’Amministrazione comunale di Cormano ha deciso di rendere un omaggio indelebile alla memoria dell’ambasciatore italiano ucciso in un agguato nella Repubblica Democratica del Congo il 22 febbraio 2021. Mercoledì 25 febbraio 2026, alle ore 17.00, si terrà la cerimonia ufficiale di intitolazione di una piazza nel quartiere Fornasé, presso il Community Center di via Da Vinci 82.
Il riconoscimento celebra una figura che ha dedicato la propria esistenza alla solidarietà e al servizio del Paese, operando con coraggio in contesti internazionali estremamente complessi. Alla cerimonia di mercoledì parteciperanno i familiari di Attanasio e i rappresentanti delle istituzioni, per sancire un legame profondo tra la comunità di Cormano e i valori di pace e diplomazia umanitaria incarnati dal giovane diplomatico.
Le celebrazioni a Limbiate nel quinto anniversario
L’annuncio dell’intitolazione è giunto in concomitanza con le celebrazioni solenni tenutesi a Limbiate, città dove Attanasio è cresciuto. In rappresentanza del Comune di Cormano, hanno partecipato il sindaco Magistro e il vicesindaco Viganò, unendosi al ricordo del diplomatico, del carabiniere della scorta Vittorio Iacovacci e dell’autista Mustapha Milambo, caduti nello stesso attacco nei pressi di Goma.
La commemorazione a Limbiate ha vissuto momenti di profonda commozione, a partire dal Cimitero Maggiore, dove alla presenza del Segretario di Stato della Santa Sede, il Cardinale Pietro Parolin, il sindaco Antonio Romeo ha dato lettura di un messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Capo dello Stato ha definito il sacrificio di Attanasio come un “patrimonio vivo di memoria collettiva”. Particolarmente toccante è stata la testimonianza del padre, Salvatore Attanasio, che ha letto una lettera scritta dagli amici storici di Luca.
Un impegno che continua
La mattinata si è conclusa con la Santa Messa presso la Chiesa di San Giorgio Martire, luogo simbolo dell’impegno giovanile di Attanasio. Le celebrazioni odierne e l’imminente intitolazione della piazza a Cormano confermano la volontà del territorio di mantenere viva l’eredità umana e professionale di un uomo che ha interpretato la diplomazia come missione di vicinanza agli ultimi e costruzione di ponti tra i popoli.
