L’Amministrazione comunale di Meda ha diffuso una nota ufficiale per fare chiarezza sugli esiti della commissione relativa allo studio idraulico del torrente Tarò. Il documento punta a rettificare alcune informazioni circolate recentemente, ribadendo le competenze istituzionali e definendo le tappe per la messa in sicurezza del territorio dopo gli eventi alluvionali del settembre scorso.
Sebbene la competenza diretta sul Tarò spetti ad Aipo (Agenzia Interregionale per il fiume Po), lo studio incaricato dal Comune all’ingegner Galimberti ha confermato che le opere prioritarie per il contenimento delle piene sono le aree di laminazione di Alzate Brianza e Mariano Comense. In seguito al confronto tra gli enti, è stato stabilito un cronoprogramma vincolante per la realizzazione di tali infrastrutture:
- entro il 31.03.2026: espletamento della gara per la progettazione;
- entro il 31.12.2026: redazione del Progetto di Fattibilità Tecnico Economica (Pfte);
- entro il 30.03.2027: completamento del Progetto Esecutivo (Pe);
- entro il 31.08.2027: gara d’appalto per l’affidamento dei lavori;
- entro il 31.12.2028: conclusione dell’esecuzione delle opere.
Manutenzione e monitoraggio del reticolo idrico
Oltre ai grandi progetti infrastrutturali, il Comune ha dettagliato una serie di azioni già concluse o in fase di attivazione. Aipo ha ultimato il ripristino delle sponde crollate e il monitoraggio del tratto tombinato di largo Europa, mentre i comuni di Meda e Cabiate hanno provveduto alla pulizia dell’alveo della Val de Mez. Per quest’ultimo corso d’acqua è in corso la progettazione di interventi definitivi finanziati dalla Regione.
Sul fronte tecnologico e normativo, l’Amministrazione sta valutando l’implementazione del Mocap (sistema di monitoraggio comunale di allerta delle piene), con un investimento stimato di 50.000 euro. Parallelamente, è previsto l’aggiornamento del Piano di emergenza comunale — per un costo di circa 10.000 euro — che includerà il censimento puntuale della popolazione e delle infrastrutture situate nelle aree a rischio esondazione.
Nuove regole urbanistiche e prevenzione
L’impegno per la sicurezza idrogeologica è stato integrato anche negli strumenti urbanistici. Nel nuovo Pgt è stato inserito un articolo specifico che disciplina i volumi delle costruzioni lungo il torrente, favorendo la creazione di spazi aperti e aree permeabili destinate a verde.
Infine, per quanto riguarda il reticolo idrico minore, il Comune sta definendo un accordo con Ersaf per la rimozione sistematica di alberi e arbusti dai torrenti collinari, prevenendo la formazione di ostacoli al regolare deflusso delle acque. L’obiettivo dichiarato dall’ente è garantire trasparenza e sicurezza attraverso un monitoraggio costante e una pianificazione strutturata nel tempo.
