Milano cristallizza il legame con uno dei suoi cittadini più illustri. A dieci anni esatti dalla morte, avvenuta il 19 febbraio 2016, la città ha dedicato oggi a Umberto Eco — scrittore, filosofo e semiologo di risonanza mondiale — la passeggiata di Piazza Castello. Un luogo non casuale, ma un percorso profondamente caro all’accademico, situato proprio sotto le finestre della sua storica casa-biblioteca.
La cerimonia sotto le finestre della casa-biblioteca
L’intitolazione ha visto la partecipazione delle massime cariche cittadine e della famiglia dello scrittore. Erano presenti il Sindaco Giuseppe Sala, l’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi e il Presidente del Municipio 1 Mattia Abdu. Particolarmente toccante la presenza della moglie, Renate Eco-Ramge, e della figlia Carlotta Eco, oggi Presidente della Fondazione dedicata al padre.
Durante l’evento, l’attore Filippo Lai ha reso omaggio alla produzione letteraria di Eco leggendo un estratto de “Il pendolo di Foucault” (1988), opera che, insieme a “Il nome della Rosa”, ha consacrato Eco nell’olimpo della narrativa internazionale.
Un tributo alla poliedricità di un genio
Milano aveva già riconosciuto il valore di Umberto Eco in vita e subito dopo la sua scomparsa:
- 1988: Riceve la Medaglia d’Oro di Civica Benemerenza (Ambrogino d’Oro) per la sua capacità di spaziare dalla filosofia medievale alla semiotica generale.
- 2016: Il suo nome viene iscritto nel Famedio del Cimitero Monumentale, dove oggi riposano le sue ceneri, tra gli “Illustri e Benemeriti” della città.
Con questa nuova dedica toponomastica, la passeggiata intorno al Castello Sforzesco diventa ufficialmente il simbolo di una cultura che si fa cammino, accessibile a tutti, proprio come Eco aveva saputo fare con i suoi studi sulle comunicazioni di massa e la sua erudizione enciclopedica.
