Qual è il confine tra uomo e macchina in un mondo sempre più tecnologico? Lunedì 23 febbraio 2026, alle ore 21:00, il Centro Culturale di Milano ospiterà un appuntamento di alto profilo intellettuale. Protagonista dell’incontro sarà Thomas Fuchs, psichiatra e filosofo di fama internazionale, che guiderà una riflessione dal titolo: “Un umanesimo dell’incarnazione nell’era digitale”.
La crisi dell’identità e l’illusione tecnologica
Thomas Fuchs, titolare della prestigiosa cattedra Karl Jaspers all’Università di Heidelberg, sostiene che l’Occidente stia vivendo una profonda crisi d’identità. Attraverso la lente della fenomenologia, lo studioso evidenzia come l’essere umano rischi di cadere in un paradosso: l’illusione di onnipotenza fornita dalla tecnologia si traduce spesso in una dipendenza che porta a dimenticare la nostra natura “incarnata”.
Secondo Fuchs, la società contemporanea tende a svalutare l’umano a favore dell’efficienza, vedendo l’individuo come una “macchina vivente imperfetta” da correggere o superare. In questo scenario:
- L’esperienza vitale viene delegata ad algoritmi e sistemi tecnologici ritenuti più rapidi.
- Il valore della persona viene ridotto a quello di mero produttore o consumatore.
- Il conflitto e la differenza, elementi intrinseci alla vita, vengono percepiti come difetti da eliminare per far funzionare meglio il sistema sociale ed economico.
Una domanda per il futuro della società
L’incontro solleverà interrogativi cruciali che interpellano non solo la filosofia, ma anche la medicina, la psichiatria e l’economia: cosa rende davvero “umano” l’uomo di oggi? E perché una visione centrata sull’uomo vivo, fatto di relazioni e corpo, dovrebbe essere preferibile anche sul piano civile e sociale?
Dalle risposte a queste domande dipenderà il tipo di società che stiamo costruendo e il posto che l’umanità potrà ancora rivendicare tra i sistemi digitali.
Info e prossimi appuntamenti
L’evento fa parte del ciclo di incontri “Dalla parte dell’umano”. Il percorso di riflessione proseguirà poi il 17 marzo 2026 con l’intervento di Derrick de Kerckhove, dedicato al tema della “Datacy” e alla perdita del senso nella comunicazione contemporanea.
