A due mesi dall’assemblea pubblica dedicata alle ipotesi di riqualificazione dell’Arengario, l’amministrazione comunale di Monza si appresta a definire la scelta progettuale definitiva. Si conclude in questi giorni la fase di ascolto e confronto che ha coinvolto il sindaco, la giunta, le associazioni culturali e i rappresentanti del mondo del commercio per raccogliere spunti e riflessioni sul destino dello storico monumento del XIII secolo.
La fase di ascolto e il confronto con la città
Nelle ultime settimane il sindaco ha incontrato numerose realtà locali, tra cui una delegazione di diciassette associazioni culturali cittadine e una rappresentanza dei commercianti. Gli incontri hanno confermato il profondo legame dei monzesi con l’Arengario, simbolo della città che necessita di interventi urgenti per garantire la messa a norma degli accessi al piano nobile e la piena fruizione degli spazi da parte di tutta la comunità.
Secondo quanto dichiarato dal sindaco, la scelta ricadrà sulla soluzione con l’impatto visivo più leggero, garantendo che gli spazi sottostanti e attigui restino a disposizione della cittadinanza. Entrambe le proposte, elaborate dallo studio Stefano Boeri Architetti, sono state sviluppate in stretto coordinamento con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e con il Comando dei Vigili del Fuoco.
L’ipotesi dell’ascensore interno e la rimozione della scala
Il progetto verso cui l’amministrazione sembra orientata prevede l’inserimento di un ascensore all’interno della campata adiacente alla scala elicoidale del 1902. Questa soluzione permetterebbe di concentrare i sistemi di risalita in un’unica area, già oggetto di interventi nel secolo scorso, limitando l’impatto sulla struttura storica originale.
L’intervento include inoltre la demolizione dell’attuale scala esterna, realizzata negli anni Ottanta e oggi considerata non più idonea né funzionale. La sua rimozione consentirà di liberare e valorizzare il portico del monumento, restituendo all’edificio la sua originaria ariosità. L’obiettivo finale resta la riconquista della fruibilità dell’Arengario come polo espositivo e culturale d’eccellenza, finalmente accessibile senza barriere architettoniche.
