La Giunta Municipale di Cusano Milanino ha diffuso un comunicato ufficiale per manifestare vicinanza e sostegno al popolo iraniano in questo drammatico frangente storico. L’Amministrazione ha espresso una ferma condanna nei confronti della repressione violenta che ha colpito migliaia di manifestanti impegnati nella lotta per la libertà, ribadendo il proprio impegno nella promozione dei diritti umani e della dignità individuale.
Difesa della libertà di informazione e dei valori democratici
Il documento richiama esplicitamente le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sottolineando come il regime iraniano abbia tentato di occultare le violenze attraverso il blocco sistematico delle fonti di informazione e la repressione contro i giornalisti. L’Amministrazione comunale ha evidenziato come la manipolazione dei principi di libertà passi inevitabilmente per la censura delle notizie relative alla tragedia in corso.
Secondo quanto dichiarato dalla Giunta, l’uso di una violenza definita “efferata e smisurata” rappresenta la risposta autoritaria a una legittima richiesta di diritti fondamentali. Il Comune ha inoltre ricollegato l’attenzione su quanto accade in Iran ai valori celebrati durante il recente Giorno della Memoria, sollecitando la cittadinanza a mantenere alta la vigilanza contro ogni forma di oppressione.
Un auspicio per la transizione pacifica
L’Amministrazione di Cusano Milanino ha confermato il proprio sostegno politico e morale al percorso di emancipazione intrapreso dalla popolazione civile iraniana. Il messaggio istituzionale si conclude con l’auspicio che il Paese possa giungere a una transizione pacifica verso la democrazia, ponendo fine alle detenzioni arbitrarie e alle violenze che stanno attraversando il territorio iraniano.
Attraverso questa presa di posizione ufficiale, il Comune intende riaffermare il ruolo delle istituzioni locali nella difesa dei valori universali di pace e dialogo, schierandosi apertamente al fianco di chi combatte per il riconoscimento delle proprie aspirazioni civili e politiche.
