Ad inizio di questo nuovo anno, momento di solito dedicato ai buoni propositi, la sezione Legamebiente di Cinisello scrive una lettera aperta al Sindaco di Cinisello Balsamo e agli Amministratori della nostra città chidendo un cambio di marcia nella gestione del verde cittadino.
La lettera, firmata dalla presidente Maria Segurini, parte dal commento sulla situazione del patrimonio arboreo cittadino di recente pubblicata sul sito del Comune e propone di avviare un percoso condiviso, mettendosi a disposizione per una collaborazione progettuale.
Si legge nella lettera di Legambiente all’Amministrazione d Cinisello:
“Vogliamo innanzitutto esprimere la nostra viva preoccupazione, alla luce dei dati dichiarati, circa l’enorme sproporzione tra gli interventi di abbattimento di alberi sul territorio comunale e quelli di nuove messe a dimora, Comprendiamo che in alcuni casi il taglio possa rendersi necessario per motivi di sicurezza o di salute delle piante, ma riteniamo altrettanto indispensabile che tali interventi siano sempre accompagnati da un piano di sostituzione chiaro, trasparente e coerente con le buone pratiche di gestione del verde”.
Compensare gli abbattimenti
“Tutte le principali linee guida di cura e pianificazione del verde urbano – sia a livello nazionale che internazionale – sottolineano infatti che, per compensare adeguatamente la perdita di un albero adulto, sarebbe opportuno prevedere la messa a dimora di almeno 3 o
4 nuovi alberi per ogni esemplare abbattuto. Questo perché un singolo giovane albero non è in grado, per molti anni, di garantire gli stessi benefici ecosistemici, microclimatici ed estetici forniti da un albero maturo (assorbimento di CO₂, ombreggiamento, raffrescamento, protezione dal vento, tutela della biodiversità, ecc.).
Già una sostituzione “uno a uno” (un albero nuovo per ogni albero tagliato) risulta, alla luce di queste considerazioni, gravemente insufficiente. A maggior ragione, dunque, desta forte preoccupazione la situazione in cui vengono piantati meno di un quarto degli alberi abbattuti: tale rapporto non solo non consente di mantenere il patrimonio arboreo esistente, ma ne provoca nel tempo un impoverimento strutturale, con ricadute negative sulla qualità dell’aria, sul benessere termico dei cittadini, sul paesaggio urbano e sulla resilienza complessiva della città ai cambiamenti climatici”.
Le richieste all’Amministrazione
Prosegue la lettera:
“Riteniamo pertanto indispensabile che l’Amministrazione:
– illustri pubblicamente e periodicamente (con cadenza almeno annuale) il bilancio arboreo (numero di alberi abbattuti, motivazioni, specie, età approssimativa);
– presenti un piano dettagliato di nuove messe a dimora, indicando sito per sito dove, quali e quanti alberi si prevede di piantare;
– si impegni ad adottare come riferimento minimo un rapporto di sostituzione significativamente superiore all’1:1, avvicinandosi per quanto possibile agli standard raccomandati (almeno 3–4 nuovi alberi per ogni albero abbattuto).
– produca e gestisca un piano del verde comunale che guidi nella gestione, protezione e sviluppo del verde”.
La proposta di percorso collaborativo e partecipato
In questo quadro, Legambiente non intende limitarsi ad una critica, ma vuole proporsi come interlocutore costruttivo e parte attiva di un percorso condiviso.
“Per questo rilanciamo con forza la nostra proposta di collaborazione con l’Amministrazione Comunale e con tutti i cittadini che vorranno partecipare alla definizione e realizzazione di un progetto specifico, finalizzato a:
1. individuare aree idonee alla piantumazione di nuovi alberi (spazi pubblici, margini stradali, parchi, giardini scolastici e altre zone oggi sottoutilizzate), dando la priorità alle aree cittadine laddove sono avvenuti gli abbattimenti
2. selezionare, insieme ai tecnici comunali, le specie più adatte al contesto urbano, privilegiando diversità, resilienza e basso fabbisogno manutentivo;
3. programmare, in modo trasparente e verificabile, la messa a dimora di almeno 500 nuovi alberi entro il 2026, come obiettivo minimo da raggiungere attraverso un percorso partecipato. Siamo convinti che un traguardo di questo tipo sia ambizioso ma realistico, soprattutto se affrontato con un’alleanza virtuosa tra Amministrazione, associazioni e cittadinanza attiva.
Da parte nostra confermiamo sin d’ora la massima disponibilità a:
– collaborare alla mappatura delle aree disponibili alla piantumazione;
– contribuire alla sensibilizzazione dei cittadini, delle scuole e delle realtà associative locali;
– partecipare ai tavoli tecnici e agli incontri pubblici necessari a definire nel dettaglio il progetto e il relativo cronoprogramma”.
