L’associazione Connetti Monza e Brianza dice la sua sul progetto di ristrutturazione e accessibilità dell’Arengario e soprattutto scrive una lettera aperta al sindaco di Monza Paolo Pilotto per chiedere che l’intervento possa essere frutto di un confronto e un dibattito sfruttando i talenti del territorio.
«Noi riteniamo che l’Arengario sia il cuore pulsante dell’identità monzese, il simbolo in cui la nostra comunità si riconosce da secoli. Proprio per questo, la notizia del progetto affidato per via diretta allo studio dell’architetto Stefano Boeri per risolvere il tema dell’accessibilità, pur nel rispetto della professionalità coinvolta, lascia profondamente amareggiati per il metodo adottato. Proprio per questo abbiamo deciso di scrivere al primo cittadino e protocolleremo nell’immediato la missiva facendoci portavoce anche di tanti monzesi e associazioni che non condividono il modus operandi. Attenderemo il riscontro di Pilotto».
Connetti Monza e Brianza
Pur non mettendo in discussione la caratura tecnica del progetto affidato all’archistar milanese, emerge con forza una riflessione sulla scelta dell’affidamento diretto, Questa modalità ha escluso di fatto il dibattito architettonico locale, privando la città di un Concorso di Idee, che avrebbe potuto valorizzare i talenti del territorio. «Quando si interviene sul cuore di una città, il coinvolgimento delle competenze locali non è solo una questione di opportunità, ma di profondo legame con l’identità del territorio – puntualizza l’associazione – Si è persa l’occasione per un confronto aperto che avrebbe permesso di proporre soluzioni più integrate, nate dalla conoscenza di chi vive e respira la storia di Monza ogni giorno».
La scelta di puntare sul “Grande Nome” ha messo in secondo piano la tradizione architettonica monzese. Gli architetti del territorio possiedono quella conoscenza di prossimità necessaria per interpretare le sfumature storiche di un monumento così iconico. La mancanza di un dibattito pubblico e professionale con la cittadinanza è il segnale di una città che fatica ancora a riconoscere e valorizzare le proprie eccellenze.
