La stagione dei saldi invernali in Lombardia ha preso ufficialmente il via, segnando un momento cruciale per il commercio territoriale e per le economie domestiche.
Secondo le analisi elaborate dall’Ufficio Studi di Confcommercio, la stagione vedrà il coinvolgimento di circa 16 milioni di famiglie su scala nazionale. La previsione di spesa pro capite si attesta sui 137 euro, per un volume d’affari complessivo stimato in 4,9 miliardi di euro. Tuttavia, il panorama non è privo di incertezze: le associazioni di tutela dei consumatori segnalano come le promozioni anticipate e le iniziative pre-natalizie possano aver parzialmente saturato la domanda.
L’analisi dei consumi tra previsioni e cautela
L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha espresso una posizione più prudente, ipotizzando che la spesa media possa subire una flessione dell’1,7% rispetto a gennaio 2025. Questo rallentamento sarebbe riconducibile alla crescente diffusione del Black Friday e dei cosiddetti pre-saldi, strumenti che hanno spinto molti consumatori ad anticipare gli acquisti. Si stima, infatti, che solo un terzo delle famiglie approfitterà dei saldi di gennaio, avendo già usufruito delle precedenti finestre di sconto.
Focus Milano: stime di spesa e impatto del turismo
A Milano la platea dei potenziali acquirenti comprende circa 944.000 famiglie. Le stime di spesa per l’area milanese secondo Confcommercio risultano sensibilmente più elevate rispetto alla media nazionale: si ipotizza un acquisto medio di 160 euro a persona, che sale a 390 euro per nucleo familiare.
Analizzando lo scenario locale viene da chiedersi se il lungo ponte festivo possa influenzare i flussi: la presenza di molti residenti fuori città in questo weekend di avvio potrebbe essere compensata da un significativo afflusso di visitatori e turisti.
Le attività commerciali si concentreranno principalmente sui grandi assi dello shopping e nelle zone di maggior passaggio, con una percentuale di sconto media prevista intorno al 30%.
Influenzano i saldi anche i canali di vendita diretta anticipata sulla clientela attraverso l’utilizzo dei database aziendali e, nell’online, la pressione sempre crescente dell’ultra fast fashion.
Su Milano confidiamo soprattutto in un buon riscontro da parte di visitatori e turisti.
I saldi, in particolare quelli invernali molto più rilevanti per le attività commerciali sono importanti, ma non c’è dubbio che il flusso continuo di promozioni anticipate possa incidere sul numero di potenziali clienti e sul budget di spesa disponibile. È, ad esempio, necessario che il Black Friday torni alla sua natura originaria di evento straordinario di durata limitata.
Online peraltro ridimensionato rispetto ai grandi volumi dell’epoca Covid. La prova diretta del capo garantisce un acquisto consapevole. Nel negozio si esprime il valore aggiunto di selezione, servizio ed attenzione verso il cliente.
Gabriel Meghnagi, vicepresidente di Confcommercio Milano e vicepresidente vicario di Federmoda Milano
Normative e trasparenza: la tutela del consumatore
Per garantire un corretto svolgimento delle vendite di fine stagione, restano in vigore le prescrizioni del Codice del Consumo. Alcuni principi di base:
- Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (Art. 129 e ss. D.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato (art. 135 bis del D.Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo). Per gli acquisti online i cambi o la rescissione del contratto sono sempre consentiti entro 14 giorni dalla ricezione del prodotto indipendentemente dalla presenza di difetti, fatta eccezione per i prodotti su misura o personalizzati (artt. 52 e ss. del D.Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo).
- Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimessa alla discrezionalità del negoziante.
- Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless.
- Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.
- Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e, generalmente, il prezzo finale. In tutto il periodo dei saldi il prezzo iniziale sarà il prezzo più basso applicato alla generalità dei consumatori nei 30 giorni antecedenti l’inizio dei saldi (Art. 17 bis D.Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo introdotto dal D.Lgs. n. 26/2023 di recepimento della Direttiva UE «Omnibus»).
