Prevenire la morosità e garantire il diritto all’abitare: con questi obiettivi nasce “Da casa a casa”, il nuovo progetto sperimentale del Comune di Milano e Milano Abitare. La misura mira a sostenere chi, pur avendo un reddito, non riesce a trovare una nuova casa dopo la fine di un contratto d’affitto nel libero mercato.
Un circuito virtuoso tra pubblico e privato
L’Assessore all’Edilizia Residenziale Pubblica, Fabio Bottero, sottolinea l’importanza di intervenire per tempo.
L’obiettivo è attivare un circuito virtuoso di domanda-offerta di case a costi accessibili, sostenuto dall’azione dell’Amministrazione comunale con l’aiuto di Milano Abitare. Come abbiamo già fatto con le misure del progetto sperimentale ‘Salva Affitto’, l’intenzione è di intervenire per tempo, per prevenire il rischio di morosità ed evitare che famiglie o singoli cittadini si trovino senza soluzioni abitative adeguate alle proprie esigenze e possibilità di spesa. Per attuare il progetto sarà, quindi, fondamentale la risposta del mondo privato all’avviso che apriremo a inizio anno, con cui chiederemo agli enti del Terzo settore così come agli operatori dell’abitare sociale e a privati cittadini proprietari di alloggi di metterli a disposizione per l’iniziativa, attraverso la sottoscrizione di contratti di locazione a canone concordato o convenzionato. Il contributo che prevediamo di erogare loro permetterà di coprire fino al 50% del canone annuo di affitto dovuto dagli inquilini.
Fabio Bottero, assessore all’Edilizia Residenziale Pubblica
Le tre fasi del progetto
L’attuazione del piano seguirà un iter rigoroso:
- Reperimento alloggi: Pubblicazione dell’avviso per individuare proprietari disposti al canone concordato.
- Incrocio domanda-offerta: Milano Abitare seleziona gli inquilini idonei (ISEE < 30mila €) e propone i nominativi ai locatori.
- Erogazione contributo: Dopo sei mesi dal trasferimento, scatta il contributo integrativo versato direttamente al proprietario per abbattere i costi dell’inquilino.
