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title: "Premiato il progetto sul reinserimento lavorativo delle donne vittime di violenza a Cinisello"
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published: "2025-01-28T13:15:06+01:00"
modified: "2025-01-28T13:15:06+01:00"
description: "150mila euro in arrivo da Regione Lombardia per \"Il Filo di Arianna – Oltre il labirinto\" che vede come Capofila la Cooperativa Azimut"
image: "https://cdn.quindicinews.it/2024/11/violenza-donne-1.jpg"
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# Premiato il progetto sul reinserimento lavorativo delle donne vittime di violenza a Cinisello

“Il Filo di Arianna – Oltre il labirinto” è il titolo del progetto promosso dalla **Cooperativa Azimut** in collaborazione con diverse realtà del territorio, come **APA Confartigianato Imprese Milano, Monza e Brianza**, la **Cooperativa Prima** e l’**associazione Xsquì**, per sostenere le donne vittime di violenza nel loro percorso di rinascita personale e autonomia economica.

Il progetto si avvale del supporto dei Centri Antiviolenza del Nord Milano: il **Centro Antiviolenza VeNUS** – operativo da un decennio con sede a Cinisello Balsamo e due sportelli decentrati a Sesto San Giovanni e Cologno Monzese – e il **Centro Antiviolenza Lo Sportello Donna**.

#### Un riconoscimento regionale e obiettivi ambiziosi

Il progetto, finanziato da **Regione Lombardia** con il massimo importo previsto di **150mila euro**, si è posizionato al primo posto tra i 29 candidati al bando regionale, di cui solo 11 sono stati finanziati.

Rivolto a donne seguite dai centri antiviolenza da almeno sei mesi, il programma mira a:

- Rafforzare l’autonomia economica delle donne;
- Favorire il reinserimento lavorativo attraverso formazione e tirocini;
- Offrire un supporto concreto per superare gli ostacoli quotidiani legati a lavoro, famiglia e mobilità.

Come il mito greco di Arianna che aiuta Teseo a uscire dal labirinto, il progetto intende accompagnare le donne nel loro percorso verso la rinascita personale e professionale.

#### Percorsi personalizzati e interventi mirati

Tra le principali azioni previste dal progetto figurano:

- **Workshop motivazionali** per potenziare l’autostima e le competenze;
- **Incontri con imprese e istituzioni** per favorire il dialogo tra domanda e offerta di lavoro;
- **Formazione e alfabetizzazione informatica**, oltre a laboratori pratici per la riqualificazione professionale;
- **Tirocini extra-curricolari** e supporto per l’inserimento lavorativo;
- **Azioni di conciliazione casa-lavoro**, inclusi servizi per la mobilità e l’accoglienza di bambini in tenera età.

Il percorso sarà modellato sulle esigenze specifiche di ogni donna, offrendo un supporto personalizzato per affrontare le difficoltà economiche e sociali spesso aggravate dalla mancanza di una rete familiare.

#### La risposta a un bisogno crescente sul territorio

Nel 2023, il Centro Antiviolenza VeNUS ha registrato **175 richieste di aiuto**, con **134 donne prese in carico**. La fascia di età più colpita è quella tra i 31 e i 40 anni (28%), mentre il 54% delle donne sono lavoratrici – molte senza un contratto regolare – e il 29% risultano disoccupate o inoccupate.

Numeri che testimoniano la necessità di progetti come “Il Filo di Arianna”, capaci di fornire risposte concrete e strutturate alle esigenze di donne che cercano di ricostruire la propria vita dopo aver subito violenza.

#### Un modello di intervento per il futuro

Grazie alla collaborazione tra istituzioni, associazioni e partner del territorio, “Il Filo di Arianna” si propone come un modello virtuoso per l’accompagnamento e il reinserimento lavorativo delle donne vittime di violenza, contribuendo a trasformare difficoltà in opportunità di crescita e autonomia.

> “Sono molti gli elementi che entrano in gioco nelle donne vittime di violenza: bassa autostima, precarietà economica, paura, dipendenza affettiva, timore di allontanamento dei figli, speranza nel cambiamento del maltrattante. A fronte di tale complessità è chiaro come un’azione di accompagnamento mirata al cambiamento delle condizioni possa essere di grande aiuto. Il progetto va proprio in questa direzione, puntando soprattutto al reinserimento lavorativo e alla conseguente ripartenza, alla tutela del benessere psicologico delle donne e dei figli eventualmente coinvolti”  
> **Riccardo Visentin,** assessore al Welfare e Centralità della Persona
