Il prossimo 17 settembre presso il teatro Manzoni di Milano si terrà un evento dedicato alla danza interculturale, oltre 100 performer (tutti ballerini non professionisti, diverse generazioni unite dalla voglia di tenere salde le proprie radici, molti di loro residenti in Lombardia) provenienti da ben 14 paesi si incontreranno sul palco con l’obiettivo di narrare, attraverso i movimenti e la musica, la propria ricca storia e le tradizioni. Il progetto non solo esalta la bellezza e la diversità delle danze di ogni paese, ma promuove anche la comprensione e il rispetto reciproco tra le culture. Un viaggio di celebrazione e apprendimento, dove ogni passo di danza avvicina i popoli e amplia gli orizzonti.
Ogni paese avrà 10 minuti per la propria presentazione, divisi in due parti: la prima per narrare la storia del paese e la seconda per una performance artistica che metta in risalto la sua cultura e le sue tradizioni.
Il fatto che i partecipanti siano tutti stranieri che vivono in Italia, e molti di loro appartengano alla seconda o terza generazione, indica un contesto in cui la multiculturalità e l’integrazione sono temi rilevanti. Questi partecipanti hanno probabilmente radici culturali diverse, ma hanno anche sviluppato un legame significativo con l’Italia, che potrebbe manifestarsi in vari modi, come la lingua, le tradizioni e il senso di appartenenza. Una tematica alquanto attuale e una visione di Milano come importante crocevia di culture.
Lo spettacolo è ovviamente aperto al pubblico. Mi chiedevo se, a vostro avviso, potesse essere interessante darne notizia ai vostri ascoltatori raccontandone il progetto.
Ideatrice del progetto è Bali Lawal, originaria della Nigeria, che dopo aver, per oltre 15 anni come modella, calcato le passerelle più prestigiose d’Europa, degli Stati Uniti e dell’Africa, portando con sé non solo la sua bellezza e il suo stile inconfondibile, nel 2014 ha fondato “A Coded World,” un progetto che abbraccia trasversalmente geografie e culture diverse.
